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Caso Violi, due anni senza risposte: la famiglia chiede chiarezza alla Procura di Roma

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A due anni dalle prime denunce presentate, la famiglia Violi si interroga pubblicamente sui tempi e sulle modalità delle indagini avviate dalla Procura di Roma in relazione alle vicende che coinvolgono Marco Violi, direttore di Romagiallorossa.it. La domanda, posta con crescente preoccupazione, è una sola: a che punto sono le verifiche della magistratura dopo le segnalazioni e gli esposti depositati nel tempo?

Secondo quanto riferito dai familiari, Violi sarebbe stato bersaglio di una serie di episodi ritenuti gravissimi, tra cui la diffusione reiterata di fake news, campagne diffamatorie e minacce di morte circolate su canali social e gruppi Telegram a lui dedicati. Tra i casi più citati, la falsa notizia del presunto attentato a Donald Trump del 14 luglio 2024, attribuita a Violi e rimbalzata a livello internazionale, e un ulteriore episodio recente in cui un utente noto su X dal nome Moussolinho (o Moussoligno) avrebbe simulato la morte di Marco Violi, generando allarme e angoscia tra lettori e familiari.

La famiglia sottolinea come tali contenuti — sempre denunciati alle autorità competenti — non siano episodi isolati, ma parte di un percorso di pressione e intimidazione che, a loro avviso, richiederebbe risposte rapide e misure adeguate. “Cosa deve subire ancora Marco Violi per ottenere giustizia?”, è l’interrogativo che emerge con forza.

I legali che assistono Violi, spiegano i familiari, avrebbero più volte sollecitato aggiornamenti sullo stato delle indagini preliminari. Nonostante ciò, PM e GIP — sempre secondo la ricostruzione della famiglia — avrebbero finora preso tempo, senza fornire riscontri pubblici sui progressi investigativi. Da qui la richiesta di un cambio di passo.

Nel dibattito sollevato dai Violi compaiono anche domande, formulate come tali, su eventuali ombre o ritardi: interrogativi che la famiglia chiede vengano chiariti nelle sedi opportune, senza avanzare accuse ma invocando trasparenza. In questo contesto vengono citati, a titolo di perplessità, anche vecchi ambienti legati alla AS Roma e all’attuale gestione della proprietà Friedkin Group, come semplici domande aperte su possibili intrecci o inerzie, non come affermazioni di responsabilità.

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Il messaggio della famiglia Violi è netto: stanchezza e preoccupazione. La richiesta è che le istituzioni facciano piena luce sui fatti denunciati e che venga garantita tutela effettiva a chi sostiene di essere sotto attacco. In assenza di risposte, aggiungono, le responsabilità istituzionali dovranno essere valutate qualora dovessero verificarsi eventi ulteriormente gravi.

È una presa di posizione che chiede chiarezza, tempi certi e trasparenza, nel rispetto del lavoro della magistratura ma anche del diritto di una famiglia a sentirsi protetta. La palla, ora, è nelle mani delle istituzioni chiamate a dare risposte.

FOTO: Credits by Shutterstock.com



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