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Boniek: “Ci sono quattro squadre più forti della Roma, ma con Gasperini tutto è possibile”
AS ROMA NEWS BONIEK – Zbigniew Boniek, ex giocatore della Roma e della Juventus, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport parlando dei giallorossi. Queste le sue dichiarazioni:
Togliamoci il dente: questa squadra per lei è davvero da Champions?
«Milan, Inter, Napoli e Juve sono le favorite per quei quattro posti. Mi auguro che la Roma possa entrare in questa lotta, significherebbe risolvere tanti problemi anche economici oltre che avere una prospettiva tecnica importante per il futuro. Se non ci fosse Gasperini in panchina direi che è quasi impossibile raggiungere il vertice, ma Gasp è una garanzia».
Quindi la Roma va promossa?
«È seconda con Inter e Napoli, o sbaglio?»
La classifica dice questo. E il suo gusto?
«Sì, mi piace. È una quadra aggressiva e direi molto matura. Contro l’Inter, una squadra esperta e matura, la Roma meritava almeno un pareggio. Non bisogna deprimersi per una sconfitta. E in generale è piacevole guardare questa Roma».
Come si spiega i problemi dell’attacco?
«Aspettiamo che Dybala cresca di condizione. Lui è una scintilla».
E Dovbyk? Va aspettato?
«Noto che quando gli danno la palla buona, fa quasi sempre centro. Ma cerca troppo il difensore centrale, anziché provare a smarcarsi. Ingaggia una sorta di duello con il centrale avversario, diventa sempre una gara a chi fa meglio a spallate. Non capisco. Se riuscisse ad attaccare gli spazi vuoti, provando qualche movimento senza palla, sarebbe sicuramente più pericoloso».
Ci sarebbe Ferguson.
«Nella prima partita sembrava esaltato, ha fatto vedere quello di cui è capace. Poi si è un po’ spento. È giovane, bisogna stare attenti con i giudizi e ha bisogno di tempo perché la Serie A è un campionato tostissimo per le punte».
La sorprende vedere il suo connazionale Ziolkowski in rampa di lancio?
«No perché è un talento purissimo con enormi margini di miglioramento. A 20 anni in Italia tanti giocatori sono ancora nel campionato Primavera, lui ha già fatto un grande salto dal Legia Varsavia alla Roma e ha debuttato in nazionale maggiore».
I romanisti lo hanno visto solo in tre diversi spezzoni: Verona, Fiorentina e Inter. Lei come lo descriverebbe?
«È mol to aggressivo, molto concentrato, è uno che sa difendere, pressare, proteggere la palla. Ormai si dice che i difensori debbano avere i piedi buoni, ma per me, prima prima di tutto, bisogna saper marcare. E lui questo lo sa fare molto bene. Poi l’avete visto quanto è alto? È un gigante. Sulle palle inattive può fare la differenza».
Dove può migliorare?
«Nell’impostare il gioco e nell’inserimento. Due qualità fondamentali per un allenatore come Gasperini. Contro l’Inter mi è piaciuto per il modo in cui ha difeso sui centravanti. Era molto aggressivo. Poi certo, l’aggressività nel calcio moderno è vista male…».
Rimpiange i vecchi tempi?
«Oggi bisogna essere delicati. Se tocchi l’avversario fioccano i cartellini. Io sono figlio d i un’altra epoca. Ah, quanto mi sarei divertito da attaccante…».
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