Juan Marcos Foyth

La cosa più malinconica, in fondo, è che – mentre l’universo giallorosso impazziva dalla rabbia – quando in Inghilterra è rimbalzata la notizia dell’imminente acquisto di Antonio Rüdiger da parte del Chelsea, tanti tifosi del club londinese commentavano freddi sui social: «Da noi giocherà nella squadra riserve». Come si vede, la vita in fondo è solo una questione di punti di vista. Quello del difensore tedesco, ad esempio, è senz’altro astuto, visto che ieri ha subito messo il suo «like» alle immagini web del nuovo kit di maglie del Chelsea.

MONCHI TURISTA Ecco, a proposito di «like», la decisione della proprietà statunitense di cedere subito Rüdiger dopo il «no» di Manolas allo Zenit non è stata affatto gradita. E allora – anche un po’ ingenerosamente – per la prima volta anche il d.s. Monchi è entrato nel mirino delle critiche per quel suo «zero possibilità» date due settimane fa alla partenza del tedesco. Ma i dirigenti di Trigoria, seppur consci della situazione, ovviamente non hanno potere sufficiente per opporsi alle decisioni a stelle e strisce, e così non sorprende come il vero bersaglio della tifoseria ieri sia stato il presidente Pallotta, a cui sono state rinfacciate recenti frasi in controtendenza rispetto all’attualità, ovvero sui temi della continuità (sopratutto in difesa) e sull’utilizzo dei giovani. Già, perché persino le possibili cessioni dei baby d’oro al Sassuolo (vedi altrove) dopo che aveva affermato di non volerli più mandare in giro, sono state evidenziate. Insomma, le solite baruffe romaniste, che forse devono aver cominciato a stancare un po’ anche Monchi, visto che ieri si è preso un pomeriggio di libertà da turista in giro con la figlia, commentando su Instagram da Piazza di Spagna: «La miglior visita possibile. Qualche giro turistico per staccare la spina e riprendere un po’ le forze». Vi risparmiamo i commenti salaci sull’utilità di vendere anche la Barcaccia di Bernini, postati dai tifosi sotto l’immagine.

RIVOLUZIONE Ma la Roma, oltre a vendere, pensa anche a comperare, progettando la ristrutturazione di una difesa che – persi Szczesny, Emerson (per infortunio) e presto anche Rüdiger, Mario Rui e forse anche Bruno Peres – dovrà presto di nuovo cambiare pelle, com’è successo negli ultimi anni quando sono partiti big veri o presunti come Kjaer, Marquinhos e Benatia, più o meno sempre sostituiti egregiamente. Un lavoro non facile, perciò, quello che attende Di Francesco. Il tecnico contava sul tedesco per farne un perno di una retroguardia che adesso verterà anche sui nuovi Moreno e Karsdorp, in attesa forse di un terzino sinistro e di sicuro di un centrale (almeno), anche perché Manolas fino al nuovo contratto resterà un «caso».

MORENO E CASTRO Detto che tra i pali – una volta ceduto Skorupski – si cercherà un vice Alisson, tra i centrali difensivi quello che quasi sicuramente arriverà pare essere Juan Marcos Foyth, 19, anni, baby talento dell’Estudiantes. La forbice tra richiesta (9 milioni) e offerta (inizialmente 6,5, ma ora è salita), si è ridotta e quindi l’affare si farà. Logico però che non potrà bastare, perché il reparto ha bisogno di garanzie. E allora non perdono mai quota le candidature di Mauricio Lemos, 21 anni, uruguaiano in forza al Las Palmas (che però ha una clausola di rescissione di 30 milioni); e quella di Nacho Fernandez, 27 anni, rincalzo di lusso del Real Madrid. Con Izzo (Genoa), apparentemente giocatori già pronti per blindare la difesa della Roma e proiettarla nel futuro. magari in compagnia del terzino sinistro Alberto Moreno (Liverpool), che piace come Yannick Gerhardt (Wolfsburg) e Jonny Castro (Celta). L’obiettivo in fondo, da ora in poi, sarà di non soffrire più di nostalgia. Tutto sommato, a pensarci bene, con Kjaer, Marquinhos e Benatia andò proprio così. Quanto basta per sperare che la storia possa ripetersi.

(Gazzetta dello Sport – M. Cecchini)

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