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Nuovo Stadio della Roma, il progetto definitivo è arrivato in Campidoglio: ora parte l’iter decisivo da 1,3 miliardi
Le lancette avevano superato da poco le 19 quando la Roma ha caricato sul cloud del Comune il progetto definitivo del nuovo stadio di Pietralata, atteso in Campidoglio da mesi — qualcuno scherza «dal 2023!» — e fondamentale per avviare il tratto più delicato dell’intero percorso amministrativo. L’invio delle nuove planimetrie, modificate secondo le prescrizioni emerse nella Conferenza dei servizi preliminare, segna l’ingresso ufficiale del dossier nel complesso mare della burocrazia capitolina.
Ora il progetto inizierà una vera e propria “navigazione” attraverso le commissioni competenti, soprattutto Mobilità e Ambiente, che dovranno esprimere i primi pareri tecnici. Il primo vero passaggio politico avverrà in Assemblea capitolina, dove le carte dovranno trasformarsi in una delibera che certifichi l’avvenuto assorbimento delle prescrizioni. Temi sensibili come parcheggi, viabilità e verde pubblico hanno contribuito al rialzo dei costi complessivi, lievitati fino a 1,3 miliardi di euro, praticamente raddoppiati rispetto alla stima iniziale.
La Roma spera che il Campidoglio proceda rapidamente, così da arrivare all’approvazione dell’Aula tra fine gennaio e inizio febbraio 2026. Contestualmente, il Comune indicherà la figura che seguirà quotidianamente il progetto durante la successiva Conferenza dei servizi decisoria: tra i nomi possibili spiccano il sindaco Roberto Gualtieri, il direttore generale Albino Ruberti o l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia.
Il voto dell’Assemblea non rappresenterà soltanto un via libera tecnico, ma anche una conferma politica definitiva dell’interesse pubblico dell’opera, già sancito nel febbraio 2023. Con il nuovo progetto adeguato a tutte le richieste dell’amministrazione e dei tecnici, il percorso si prepara così alla curva più impegnativa: la Conferenza dei servizi decisoria, che la Regione Lazio dovrebbe convocare entro marzo 2026.
Per legge, la Conferenza deve aprirsi e chiudersi entro 180 giorni, un arco di tempo cruciale in cui il progetto sarà esaminato da una platea vastissima di enti. Già nella fase preliminare furono coinvolti 29 organismi, dalle autorità locali ai ministeri, dalle soprintendenze ad aziende come Anas, ATO, Terna, Telecom e RFI. Basterà un “no” motivato per rallentare l’intero procedimento.
L’esempio più emblematico riguarda il tema archeologico. Lo studio di fattibilità della Roma aveva indicato come “minimo” o “moderato” il rischio di rinvenire reperti a Pietralata. La Soprintendenza del MiC, però, non espresse parere ritenendo l’area «a rischio medio-alto» e chiedendo ulteriori indagini, mentre la Sovrintendenza comunale diede parere favorevole riconoscendo lo stesso livello di rischio segnalato dai ministeriali. Tre letture diverse che, al momento della Conferenza decisoria, dovranno necessariamente convergere.
Il via libera finale della Conferenza permetterà di avviare il bando europeo e, successivamente, la posa della prima pietra. La strada è lunga e complessa, ma il caricamento del progetto definitivo segna un nuovo, importante passo verso la futura casa giallorossa.
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