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Minacce di morte, intimidazioni e stalking contro Marco Violi: presto verrà depositata una nuova integrazione di querela

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ULTIME NOTIZIE MINACCE DI MORTE CONTRO MARCO VIOLI – Nelle ultime ore, all’interno del gruppo Telegram “Queralati da Marco Violi”, si è verificato un episodio di violenza digitale di gravità assoluta. Una serie di utenti, agendo in gruppo e incitandosi a vicenda, ha messo in atto un attacco organizzato composto da minacce di morte, intimidazioni dirette, riferimenti a violenze storiche e politiche, simulazioni di aggressione sotto casa e tentativi espliciti di creare un clima di terrore nei confronti di Marco Violi.

Sono state pronunciate frasi come “Devi morire”, “Devi fare la fine di Kirk”, “Meglio Matteotti come fine”, “Non sa cosa gli aspetta”, accompagnate dalla dichiarazione di trovarsi “sotto casa”, dall’ordine “apri la porta” e da fotografie di luoghi presentati come l’ingresso della sua abitazione. Questo è stato affiancato da un linguaggio di propaganda fascista, insulti osceni, e perfino l’allusione grottesca a finti “servizi segreti” impegnati in un’azione contro di lui.

Non si è trattato di un semplice insulto. Non si è trattato di uno sfogo da tastiera. Si è trattato di un vero e proprio atto intimidatorio collettivo, una forma di stalking digitale aggravato, in cui un gruppo di individui ha deliberatamente tentato di colpire la serenità, la dignità e la sicurezza del destinatario.

Marco Violi condanna con fermezza questa escalation criminale e comunica di aver già dato mandato ai propri avvocati di procedere con una nuova integrazione di querela, includendo tutto il materiale raccolto: messaggi, audio, screenshot, foto e riferimenti diretti all’indirizzo di casa. Ogni singolo autore di queste condotte sarà perseguito penalmente, senza eccezioni.

I reati ravvisabili sono molteplici:

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  • Minacce gravi e aggravate
  • Diffamazione aggravata
  • Atti persecutori (stalking)
  • Istigazione a delinquere
  • Violenza privata
  • Apologia di fascismo
  • Intimidazione organizzata
  • Eventuali altre fattispecie individuabili dall’autorità giudiziaria

Si ribadisce che nessuno può permettersi di giocare con la sicurezza altrui, di simulare aggressioni, di evocare violenze politiche del passato o di trasformare un gruppo Telegram in una piazza di linciaggio. Non esiste l’anonimato che tenga: chi partecipa, incita o anche solo applaude queste condotte sarà chiamato a rispondere delle proprie azioni davanti allo Stato.

Marco Violi afferma con chiarezza che non ha paura, non si farà intimidire da chi tenta di imporsi con il branco e con la violenza, e continuerà a difendere sé stesso con la forza della legge e con tutti gli strumenti che la giustizia mette a disposizione.

Chi pensava di spaventarlo ha raggiunto solo un risultato: rendersi identificabile e perseguibile. La misura è finita. Ora parla la legge.

FOTO: Credits by Shutterstock.com



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