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Roma, doppio passo indietro: calo fisico, attacco sterile e ora un calendario di ferro. Gasperini di fronte al primo vero bivio
AS ROMA NEWS CAGLIARI GASPERINI – Nel gioco dell’oca che è diventato questo campionato senza padroni, la Roma ha arretrato di due caselle, e lo ha fatto nel modo più sorprendente e al tempo stesso coerente con i suoi limiti strutturali. In 180 minuti ha prodotto una sola occasione realmente pericolosa, confermando un’involuzione evidente sia sul piano della condizione atletica, sia su quello dell’intensità complessiva della prestazione.
E pensare che a Cremona, appena dopo la sosta, la squadra sembrava in salute, in controllo, con quella brillantezza fisica che era stata il marchio distintivo del percorso costruito finora. Poi, tra Napoli e Cagliari, il crollo: due sconfitte consecutive, nessuna capacità di reazione e un primo momento realmente complesso da gestire nell’era Gasperini.
Il calendario ora non aiuta: alle porte ci sono due scontri diretti pesantissimi per l’alta classifica e una trasferta in Scozia, contro il Celtic, terreno tradizionalmente ostico e tutt’altro che augurabile in un momento del genere. La Roma, fin qui, è riuscita a segnare più di due gol in una sola partita: un dato che inchioda un reparto offensivo che continua a latitare, tra un Dovbyk in rientro, un Ferguson che non incide e i continui problemi fisici di Bailey e Dybala, che Gasperini non ha mai avuto davvero in condizione.
Ma la vera emergenza, più ancora dell’imprecisione sotto porta, è l’assenza di brillantezza. La Roma non crea più: la manovra è lenta, prevedibile, poco aggressiva. Le difficoltà di uomini chiave come Ndicka, le prestazioni opache di Cristante, l’impalpabilità di Koné e un Pellegrini di nuovo in ombra hanno rappresentato la cartolina perfetta del ko all’Unipol Domus.
E se è vero che Baldanzi non può essere una soluzione stabile come riferimento offensivo, è altrettanto vero che le ultime due gare hanno mostrato un problema più profondo: la mancanza di produzione offensiva, ancora prima che di finalizzazione.
Ora tocca a Gasperini. Ritrovare lo smalto, ridare energia a una squadra che sembra aver perso certezze e intensità, gestire un gruppo che nei prossimi 50 giorni affronterà 12 partite tra campionato ed Europa. Impegni ravvicinati che, più di ogni discorso, diranno quale potrà essere l’orizzonte reale delle ambizioni giallorosse. È il primo vero bivio della stagione: la Roma deve reagire subito. E senza brillantezza, senza gamba e senza gol, non si va lontano.
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