Lorenzo Pellegrini

AS ROMA NEWS BODO/GLIMT MINOTTI – Lorenzo Minotti, ex calciatore del Parma e ora opinionista televisivo per Sky Sport, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport durante la trasmissione Borderò. Queste le sue parole:

Perché il Bodo è indigesto alla Roma?

«Credo che possa essere indigesto a tante squadre. Ha una sua filosofia di gioco. Ha cambiato tanti giocatori rispetto a ottobre ma non ha cambiato nulla nel modo di proporre il loro calcio. E’ una squadra che ha una sua identità e i calciatori si esaltano in un modulo che conoscono a memoria. Per giocarci contro bisogna prepararla bene dal punto di vista tattico e mentale. In Conference hanno vinto 9 gare su 9 in case e in campionato non perdono da un anno. Poi ci si aggiunge anche il problema del campo e del tempo».

La Roma nel primo tempo ha giocato bene poi è crollata dopo il pareggio, come mai?

«Dal punto di vista tattico la Roma ha preso le misure al Bodo, non gli ha concesso nulla ed era riuscita a passare in vantaggio. Aveva preso in mano la gara, nel secondo tempo ha commesso l’errore di pensare di poter vincere con un atteggiamento passivo. Grossi rischi non ne stava correndo ma giocando in quel modo ti esponi agli episodi. Il primo gol nasce da un passaggio del terzino sinistro e il portiere si fa sorprendere. Nel finale c’è stata questa punizione regalata da Vina il Bodo ha vinto la partita. Nel momento in cui la Roma prende gol è crollata nonostante con Mourinho queste cose raramente erano successe. I giallorossi dovevano fare la partita con intensità senza mai abbassare la guardia. E’ vero che ha rischiato poco però quando aspetti gli episodi possono girare male».

E’ complicato giocare su un campo sintetico?

«E’ complicato perché devi adattarti a dei rimbalzi diversi. Quello che preoccupa i calciatori è il timore degli infortuni e ti può condizionare. Però non è stato così determinante, la Roma deve pensare che poteva fare di più. Nel primo tempo era stata molto concentrata e aveva concesso poco».

L’uscita di Mkhitaryan ha influito?

«Quando è entrato Shomurodov la Roma ha fatto qualcosa in più. Non ha fatto tanto ma ha allungato un po’ gli avversari. Il problema è stato che Cristante e Oliveira sono abituati ad accorciare indietro mentre ieri era una gara in cui dovevi alzarti continuamente. Se la Roma vuole avere ambizione deve avere il coraggio di affrontare gli 1 vs 1 dietro. Sono giocatori che presi singolarmente non hanno grandi valori però si esaltano attraverso il gioco. La Roma deve far valere la superiorità dei suoi giocatori avendo un atteggiamento aggressivo».

Quale sarà la chiave per il ritorno?

«La Roma è favorita e deve far valere la superiorità tecnica. Il problema delle gare europee è che quando devi fare la partita per vincere puoi rischiare di prendere gol». 

Che idea si è fatto su Zalewski?

«Mi sembra un giocatore molto interessante, adesso è chiamato ad avere dei compiti che non sono i suoi. Ieri è stato costretto a dover fare il quinto basso e ha sofferto un po’. La Roma doveva avere più coraggio ieri e metterlo nella condizione di farlo giocare più in avanti. Il gol che pareggia la partita nasce perché loro ti prendono in infilata e Zalewski ritarda la copertura».

Zaniolo sarà importante nel ritorno?

«Sì, è vero che ultimamente non ha giocato bene però lo consociamo e sappiamo le le potenzialità. Queste gare di stop lo potrebbero aver rivitalizzato dal punto di vista atletico».

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