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Marco Violi minacciato di morte su Telegram: insulti, apologia di fascismo e intimidazioni. Pronta una nuova integrazione di querela
ULTIME NOTIZIE MARCO VIOLI MINACCIATO DI MORTE – Nelle ultime ore Marco Violi è stato vittima di un episodio di gravità inaudita all’interno di un gruppo Telegram a lui dedicato con l’intento di minacciarlo continuamente di morte. All’interno della chat, infatti, sono comparsi messaggi contenenti minacce esplicite, insulti profondamente diffamatori e riferimenti violenti che richiamano tragici fatti di cronaca internazionale. Tra le frasi a lui rivolte sono apparsi auguri di morte, richiami vergognosi al caso George Floyd e un’esaltazione inquietante di figure e simboli riconducibili al fascismo, accompagnati da immagini e contenuti che denotano un chiaro intento intimidatorio.
Il clima creato in quella conversazione non è stato quello di una semplice offesa verbale, ma di un attacco orchestrato con l’obiettivo di colpire la dignità, la serenità personale e la sicurezza di Marco Violi. Quanto accaduto rappresenta una violazione gravissima della legge e un pericoloso esempio di come l’odio digitale possa trasformarsi in violenza verbale diretta e potenzialmente reale. Non è tollerabile che qualcuno, protetto dall’anonimato di un nickname, ritenga di poter rivolgere minacce, incitare alla morte o glorificare ideologie totalitarie senza essere chiamato a risponderne davanti alla giustizia.
Per questo motivo Marco Violi annuncia di aver già predisposto una nuova integrazione di querela, che verrà presentata alle autorità competenti con tutta la documentazione necessaria. Ogni screenshot, ogni messaggio, ogni elemento utile all’identificazione degli autori delle minacce sarà allegato affinché i responsabili vengano perseguiti penalmente per i reati configurabili, tra cui minacce gravi, diffamazione aggravata, atti persecutori, istigazione all’odio e apologia di fascismo. L’obiettivo è garantire che episodi di questo tipo non possano più ripetersi e che chi alimenta l’odio online venga finalmente fermato e sanzionato secondo le norme del codice penale.
Marco Violi condanna con fermezza e senza alcuna esitazione quanto accaduto, definendolo l’ennesima dimostrazione della degenerazione dell’odio digitale e della necessità di un intervento deciso da parte delle autorità. Ribadisce che non accetterà più in alcun modo minacce, intimidazioni o tentativi di destabilizzazione psicologica rivolti alla sua persona. Prosegue dichiarando che continuerà a difendersi sempre con la forza della legge e con la determinazione che lo ha portato a non cedere mai davanti agli attacchi subiti nel tempo.
Invita infine tutti coloro che assistono a episodi simili a non voltarsi dall’altra parte, ma a denunciare e a prendere posizione contro ogni forma di odio e violenza verbale. Perché la libertà, il rispetto e la civiltà non devono mai essere schiacciati dal fanatismo e dall’intimidazione.
ECCO LA CHAT SHOCK DEL GRUPPO TELEGRAM

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