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Malen come Batistuta: tre gol in quattro partite e l’Olimpico impazzisce per l’aniMalen, il nuovo bomber della Roma
Tutti pazzi per Malen. E stavolta l’immagine che accompagna l’entusiasmo è potente, quasi regale. Perché a Roma, quando un centravanti incide così tanto e così in fretta, il paragone non è mai leggero. È pesante, storico, simbolico. Tre gol in quattro partite, un impatto immediato, feroce, che riporta la memoria a un nome scolpito nella leggenda: Gabriel Omar Batistuta.
Stesso avvio, stessi numeri, stessa sensazione di inevitabilità sotto porta. Due epoche diverse, due attaccanti con caratteristiche differenti, ma identica capacità di cambiare il volto di una squadra in poche settimane. Niente rodaggio, niente adattamento lento. Donyell Malen è arrivato e ha morso subito, come fanno i predatori veri.
I dati raccontano una storia chiarissima: neppure bomber del calibro di Rudi Völler, Edin Džeko o Romelu Lukaku avevano iniziato con questo ritmo realizzativo. Solo Batistuta. Solo il “Re Leone”.
Ma ogni epoca ha il suo simbolo. E se allora ruggiva Batigol, oggi l’Olimpico ha trovato un nuovo animale d’area. I tifosi lo hanno già ribattezzato con un soprannome che dice tutto: “l’aniMalen”.
Istinto puro, scatto bruciante, fame costante. Un centravanti che vive di profondità, che sente l’odore dello spazio e lo attacca un secondo prima dei difensori. Velocità, guizzi, tecnica quando serve delicatezza, potenza quando serve strappare. Ma soprattutto movimento continuo: smarcamenti, tagli, mezzalune che aprono varchi come lame.
Non a caso Gian Piero Gasperini lo ha accostato a un altro gigante del calcio italiano: Gianluca Vialli. «Ha la potenza e la capacità di smarcarsi di Vialli», ha spiegato il tecnico. Un paragone che pesa, ma che rende l’idea del tipo di attaccante che la Roma cercava da anni.
Dietro il suo arrivo c’è una scelta precisa e condivisa. Frederic Massara ha lavorato alla trattativa, la proprietà ha dato il via libera, Gasperini lo ha voluto fortemente. Oggi quella scommessa sembra già vinta: Malen è il terminale offensivo perfetto per il calcio verticale e aggressivo del tecnico.
E non ha conquistato solo il campo. In poche settimane si è preso anche lo spogliatoio: sintonia immediata con i leader, intesa naturale con Paulo Dybala, rapporti stretti con i compagni. Si è inserito da uomo squadra, non da solista. Poi, quando si accendono le luci, torna predatore.
All’Olimpico, sotto lo sguardo di Francesco Totti, ha tirato fuori anche il colpo da artista: un pallonetto morbido, quasi un cucchiaio, che ha fatto esplodere lo stadio. Un gesto tecnico elegante, rispettoso della tradizione romanista. Un gol che sa di storia.
Intanto, dall’Inghilterra, i tifosi dell’Aston Villa si mangiano le mani. A Roma, invece, cresce l’entusiasmo. Perché quando hai un centravanti che tira ogni volta che può e fa paura a ogni pallone toccato, tutto diventa possibile. La caccia alla Champions è appena iniziata. E il nuovo ruggito dell’Olimpico non è più quello del Re Leone. È quello, feroce e affamato, dell’aniMalen.
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