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Hermoso diventa il faro della difesa della Roma: la rinascita del leader voluto da Gasperini
Con Mario Hermoso, la Roma ha ritrovato una difesa solida, sicura, quasi impermeabile. Nessun rischio per la porta — già blindata dai riflessi di Svilar — ma è il centrale spagnolo la vera rivelazione della retroguardia giallorossa in questa prima stagione dell’era Gasperini. L’assenza di Ndicka, impegnato in Coppa d’Africa, avrebbe potuto creare un vuoto difficile da colmare. E invece Hermoso si è preso sulle spalle l’intero reparto difensivo, trasformandosi in una garanzia assoluta.
Gasperini non ha mai nascosto la sua ammirazione, e qualche giorno fa lo ha definito un “leader, esempio perfetto”, sottolineando come la sua importanza vada oltre il campo. Il tecnico ha infatti lodato anche il contributo umano dello spagnolo: “Non le conoscevo, ma le sue caratteristiche lo hanno reso una colonna portante di questa squadra, non solo per le qualità tecniche”. Hermoso è diventato l’albero maestro, il perno attorno al quale si muove quel nucleo di giocatori che il tecnico considera intoccabili, quelli che non può lasciare fuori nemmeno a rischio infortunio.
Una certezza ritrovata dopo mesi complicati, come ha ammesso lo stesso difensore, confessando una sensazione di precarietà vissuta in estate: “Avevo la sensazione che il club stesse cercando profili diversi. Sono grato a Gasperini perché mi ha fatto sentire di nuovo il piacere di allenarmi e di giocare”. Oggi Hermoso non è solo un titolare, ma un simbolo della Roma che cresce e che vuole restare stabilmente ai piani alti.
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