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Roma, attacco in crisi: solo 27 gol. Malen e Zaragoza per la svolta, Soulé ora rischia il posto con Dybala
Più di metà stagione alle spalle e un problema che continua a bussare alla porta di Trigoria: la Roma segna troppo poco. Un limite che accompagna i giallorossi fin dall’inizio dell’anno e che ha spinto la società a intervenire in modo deciso sul mercato invernale con una mini rivoluzione offensiva, nella speranza di invertire un trend diventato preoccupante.
I numeri raccontano tutto. Con appena 27 reti realizzate, la Roma ha il peggior attacco tra le prime sette della classifica, addirittura peggio di squadre come il Cagliari e in linea con realtà di bassa classifica. Dati che mal si conciliano con le ambizioni Champions e che hanno convinto il club a cambiare rotta.
Il primo segnale è arrivato con Donyell Malen, subito a segno all’esordio e già dentro le dinamiche di Gian Piero Gasperini. Ma l’attesa più grande è tutta per Bryan Zaragoza, chiamato a portare velocità, dribbling e imprevedibilità a una trequarti spesso piatta e poco brillante.
Finora l’unica vera certezza del reparto era stata Matías Soulé. L’argentino, con 6 gol e 4 assist, è il miglior marcatore giallorosso in campionato e ha firmato diversi momenti decisivi nella corsa Champions. Numeri importanti, che però non lo rendono intoccabile.
La prova opaca di Udine ha acceso qualche campanello d’allarme: zero tiri verso la porta, nessun dribbling riuscito e scarsa incisività. Inoltre, l’intesa con Malen è sembrata ancora acerba, con movimenti poco sincronizzati e poche situazioni realmente pericolose. Un contrasto evidente rispetto al feeling immediato visto tra l’olandese e Paulo Dybala, capaci di dialogare quasi a memoria dopo pochi allenamenti insieme.
Ed è proprio qui che nasce il dubbio tattico. Con l’arrivo di Zaragoza, le gerarchie potrebbero cambiare. Lo spagnolo porta caratteristiche uniche nella rosa: strappi, uno contro uno, capacità di ribaltare l’azione. Un “dribblomane” puro, il tipo di esterno che alla Roma è mancato per mesi. Un profilo che può completarsi perfettamente con la qualità tecnica di Dybala e dello stesso Soulé, ma che allo stesso tempo mette in discussione gli equilibri.
Se Dybala è in forma, Gasperini difficilmente rinuncerà a lui. E allora uno tra Zaragoza e Soulé rischia di partire dalla panchina. Tre giocatori per due maglie, con una concorrenza destinata ad alzare il livello. Più indietro, invece, le alternative come Lorenzo Pellegrini, Venturino e Stephan El Shaarawy, pronti a dare una mano ma con spazi ridotti.
Il messaggio è chiaro: servono gol e servono subito. Il tempo degli alibi è finito. La Roma ha cambiato uomini e soluzioni per riaccendere l’attacco. Ora tocca al campo dire se la rivoluzione porterà davvero la svolta. Perché senza reti, la Champions resta solo un miraggio.
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