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Juventus-Roma, la notte della verità: sfida da Champions e segnali di scudetto. Sul mercato accelerata per Zirkzee e Raspadori
La Roma va a Torino per dire la verità. Non solo alla classifica, ma alle proprie ambizioni. Juventus-Roma, domani alle 20.45, non è una semplice partita: è lo spartiacque della stagione. Vincere all’Allianz Stadium, cinque anni dopo l’ultima volta, significherebbe portarsi a +7 sui bianconeri, staccandoli dalla corsa Champions e infrangendo il tabù degli scontri diretti, finora indigesti ai giallorossi. Ma vorrebbe dire soprattutto legittimare — in maniera definitiva — la candidatura della Roma a un campionato di vertice.
Tutto questo mentre sullo sfondo avanza un mercato che promette scosse importanti. Il nome in cima alla lista resta Joshua Zirkzee. I contatti con il Manchester United proseguono, anche se la valutazione inglese supera i 50 milioni. A Trigoria si lavora su una formula più sostenibile: 5 milioni per il prestito oneroso e obbligo di riscatto a 30, soluzione che permetterebbe alla Roma di blindare il futuro mettendo in ordine i conti. La volontà del giocatore è un alleato prezioso, ma servirà limare ancora le distanze.
Parallelamente, si accelera per Giacomo Raspadori, sempre più vicino a vestire il giallorosso. L’intesa sulla formula — prestito con diritto di riscatto a 20 milioni — è ormai a un passo e la Roma spera di consegnare l’attaccante all’allenatore già nei primi giorni di gennaio. Più defilata resta la pista Gudmundsson, in uscita dalla Fiorentina, ma non considerata prioritaria in questa fase.
Sul fronte uscite, i movimenti sono altrettanto cruciali. Tommaso Baldanzi è fra i nomi destinati a lasciare Trigoria: il Verona resta la soluzione più concreta per un prestito che gli garantirebbe finalmente minutaggio. Il dossier più delicato rimane però quello di Artem Dovbyk. L’obiettivo della Roma è chiaro: trovargli una sistemazione a titolo definitivo, sfruttando gli intermediari che lo avevano portato in Italia. Tra campo e mercato, la Roma si gioca una parte enorme del proprio futuro. Domani a Torino non c’è solo una partita: c’è un messaggio. E Gasperini vuole che risuoni forte.
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