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Roma, ecco Robinio Vaz: talento precoce dalle banlieue, a Trigoria nasce il “nuovo Osimhen”
A guardare la carta d’identità è poco più di un ragazzo: classe 2007, 19 anni il prossimo 17 febbraio. Ma Robinio Vaz è giovane solo all’anagrafe. Perché il suo impatto con la Roma è stato immediato, ancora prima di sostenere il primo allenamento a Trigoria. In Francia lo hanno già incoronato con paragoni pesanti: “il nuovo Victor Osimhen”, oppure il nuovo Marcus Thuram. Etichette ingombranti, soprattutto per un ragazzo che ha ancora tutto da costruire.
Il nome, però, racconta già una storia. È stato il padre, operaio e grande appassionato di calcio, a chiamarlo Robinio, in omaggio a Robinho, il brasiliano che faceva sognare al Real Madrid e con la Seleção. Vaz è francese con origini della Guinea-Bissau, cresciuto nelle banlieue parigine, dove il calcio è prima di tutto strada, cemento e personalità.
Arrivato a Roma 24 ore prima di Donyell Malen, Vaz condivide con l’olandese lo stesso obiettivo: più spazio e centralità. Al Olympique Marsiglia, infatti, Roberto De Zerbi non gli ha potuto garantire continuità assoluta, nonostante il talento evidente. Eppure i numeri parlano chiaro: 4 gol e 2 assist in 14 presenze stagionali. Tra i nati nel 2007, solo Lamine Yamal ha segnato di più nei cinque grandi campionati europei, ma con un minutaggio decisamente superiore: Vaz ha giocato appena 373 minuti.
Due reti all’Angers lo hanno già consegnato alla storia del Marsiglia: da 78 anni nessun giocatore così giovane aveva mai realizzato una doppietta con la maglia dell’OM. Un’esplosione che ha attirato l’attenzione di tutti, a partire da Gian Piero Gasperini, pronto ora a lavorare su un profilo che sembra fatto su misura per il suo calcio. «Quando entra, brucia l’erba», aveva raccontato De Zerbi. Un’immagine perfetta per descrivere potenza, esplosività e fame.
Nella prima intervista ai canali ufficiali giallorossi, Vaz ha chiarito subito il suo entusiasmo: «È un orgoglio essere qui. Mi piace il calcio offensivo di Gasperini: per un attaccante è il massimo giocare in una squadra che cerca sempre il gol. I miei punti di forza? Velocità, gioco aereo e finalizzazione». A queste doti aggiunge una tecnica naturale, affinata nelle interminabili partitelle con i ragazzi del quartiere.
Nato a Mantes-la-Jolie, periferia nord-ovest di Parigi, e cresciuto a Val la Fourré, Vaz viene da un luogo dove il calcio non è accademia ma sopravvivenza sportiva. Si gioca per strada, si impara a resistere, a colpire forte e a non aver paura.
Ora Trigoria lo aspetta. I paragoni possono pesare, ma una cosa è certa: Robinio Vaz non è un progetto qualsiasi. È un attaccante che arriva con il fuoco addosso. E a Roma, con Gasperini, potrebbe davvero iniziare qualcosa di grande.
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