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INCHIESTA – Da LogikSEO a “Moussoligno”: chi è Cesare Di Mauro e i legami con la Roma dell’era Pallotta
Negli ultimi mesi, nel dibattito social legato alla Roma è tornato a circolare con insistenza il nome dell’utente X conosciuto come “Moussoligno”. Secondo quanto sostenuto in una ricostruzione diffusa da ambienti vicini alla famiglia Violi e da documentazione pubblicamente reperibile online, dietro quel nickname si celerebbe Cesare Di Mauro, professionista italo-americano del settore digitale.
Di Mauro, sempre secondo tali ricostruzioni, in passato avrebbe utilizzato su X (ex Twitter) il nome “LogikSEO”, profilo poi scomparso per un periodo dopo il clamore generato nel luglio 2024 dal caso della fake news sul presunto attentato a Donald Trump, notizia erroneamente attribuita al giornalista Marco Violi, direttore di Romagiallorossa.it.
Il ruolo di LogikSEO e i rapporti con la AS Roma
La LogikSEO è una società con sede a New York, il cui sito ufficiale (logikseo.com) riporta, nella sezione Case Studies, un riferimento diretto alla collaborazione con la AS Roma negli anni della gestione James Pallotta. In quel contesto, LogikSEO viene indicata come consulente SEO del comparto media e digital del club almeno tra il 2011 e il 2015, con attività di ottimizzazione per il sito ufficiale asroma.it e per i canali e-commerce.
Una collaborazione che, sempre secondo fonti pubbliche dell’epoca, sarebbe stata riconosciuta anche da dirigenti e professionisti dell’area digitale romanista, tra cui Shergul Arshad (ex responsabile Digital Business del club tra il 2013 e il 2018) e Mark Pannes, figura centrale del progetto stadio di Tor di Valle durante la presidenza Pallotta. In diversi tweet storici, ancora reperibili online, LogikSEO veniva citata come parte della “rinascita digitale” del club giallorosso, insieme ad altri dirigenti dell’epoca come Mauro Baldissoni e Franco Baldini.
Le accuse e il conflitto con Marco Violi
Secondo la versione fornita da Marco Violi e dai suoi legali, il rapporto tra il giornalista e Di Mauro si sarebbe progressivamente deteriorato negli anni della presidenza Pallotta, quando Violi pubblicava video-inchiesta e contenuti critici sulla gestione del club: dal progetto dello stadio di Tor di Valle alla situazione debitoria della Roma, fino ai mancati investimenti promessi per rendere la squadra competitiva.
In questo contesto, Violi sostiene di essere stato oggetto di campagne diffamatorie e vessazioni online, attribuite ai profili riconducibili a LogikSEO prima e, più recentemente, a “Moussoligno”. Tra gli episodi denunciati figurerebbero insulti personali e familiari, attacchi sull’aspetto fisico, contestazioni sulle notizie pubblicate e, negli anni successivi, anche contenuti ritenuti intimidatori. Alcuni di questi profili, come noto, sarebbero stati temporaneamente sospesi da Twitter nel 2019, per poi tornare attivi.
Dal passato al presente: LogikSEO diventa “Moussoligno”
La tesi sostenuta dalla famiglia Violi è che LogikSEO e Moussoligno siano la stessa persona, ovvero Cesare Di Mauro, oggi tornato a operare sui social con un nuovo nome. Una ricostruzione che si fonda su collegamenti storici, tweet d’archivio, riferimenti incrociati e su quanto riportato in precedenti interviste e articoli del periodo 2013-2015.
Si tratta, è bene precisarlo, di affermazioni e accuse contestate, che rientrano in vicende già oggetto di esposti e segnalazioni alle autorità competenti. Al momento non risultano pronunce giudiziarie definitive sui fatti descritti.
Un caso che intreccia calcio, comunicazione e giustizia
La vicenda, nel suo complesso, riapre un tema più ampio: il rapporto tra calcio, comunicazione digitale e gestione del dissenso. I legami professionali tra LogikSEO e la Roma dell’era Pallotta sono documentati da fonti pubbliche; il conflitto con Marco Violi, invece, resta una questione aperta, che la famiglia del giornalista chiede venga chiarita nelle sedi giudiziarie.
Oggi LogikSEO non esiste più come account social attivo. Al suo posto, secondo chi denuncia, c’è “Moussoligno”. E il nome che torna al centro del dibattito è quello di Cesare Di Mauro. Le risposte definitive, tuttavia, non potranno che arrivare dalle autorità chiamate a valutare i fatti.
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