Paolo Nicolato

AS ROMA NEWS NICOLATO ITALIA UNDER 21 – Il Ct dell’Under 21 Paolo Nicolato è stato intervistato da Teleradiostereo parlando anche di Edoardo Bove, centrocampista della Roma, e di Davide Frattesi, vicino ai giallorossi. Queste le sue dichiarazioni:

Sulla qualificazione dell’Under 21 agli Europei
È un obiettivo che abbiamo raggiunto con merito, contro la Svezia avevamo fatto una buonissima prestazione anche all’andata ma non siamo stati fortunatissimi, forse siamo stati un po’ troppo precipitosi perché ci siamo fatti prendere dalla grande voglia di chiudere subito la questione qualificazione, ma la cosa importante è aver centrato questo importante obiettivo.

Quali sono le prospettive di questo gruppo?
È un gruppo molto fluido, abbiamo convocato 49 giocatori in 10 mesi, 43 di loro hanno giocato, e la fluidità è dovuta al fatto che tanti ragazzi sono andati a giocare con la nazionale maggiore, altri hanno dovuto fare i conti con gli infortuni. Diciamo che manca ancora molto tempo agli europei, che si giocheranno l’anno prossimo, quindi ora dobbiamo lavorare con le amichevoli con l’obiettivo di continuare a migliorare.

Sulle avversarie agli Europei
Dobbiamo essere fortunati con il sorteggio, ci sono movimenti calcistici che funzionano meglio del nostro, che sono più in salute, sarebbe bene evitare almeno inizialmente Spagna, Francia, Germania, poi mano a mano che la competizione si restringe sappiamo che troveremo i migliori.

Sui problemi dei giovani giocatori italiani
Sono pochi i giovani titolari nelle rispettive squadre, noi dobbiamo andare a spulciare anche quel calciatori che militano nelle squadre di A ma che hanno uno scarso minutaggio. Nei campionati stranieri, come Spagna, Francia, Portogallo e Germania, i ragazzi tra i 18 e i 22 anni hanno un minutaggio quattro volte maggiore rispetto ai pari età italiani. Questo dicono le statistiche, abbiamo tanti ragazzi che però trovano poco spazio.

È un problema di qualità o di mancanza di esperienza?
Una serie di fattori concorrono a creare questa situazione. La nazionale è la cartina tornasole del lavoro che c’è sia a Coverciano che fuori, perché le nazionali attingono dal lavoro dei club. Se ci sono pochissimi giocatori italiani in Serie A, il bacino da cui noi possiamo pescare, si evidenzia un problema. Ci sono una media di 2/3 calciatori italiani titolari nelle formazioni, che in tutto fanno 60 giocatori, dai quali devi creare una nazionale A e anche quelle giovanili. La nazionale non è solo il risultato del lavoro che si fa a Coverciano, ma è il risultato di un lavoro di sistema che dovrebbe partire da molto più lontano. Sui giovani in generale siamo in un momento in cui non riusciamo a produrre giocatori di alto livello.

Su Davide Frattesi
È stato un ragazzo che mi ha dato grande soddisfazione nell’Under 21, è un giocatore straordinario, un calciatore di grande temperamento, ha tempi di inserimento importanti, grande gamba, la qualità tecnica è migliorata, caratterialmente è uno che non si dà mai per vinto, è un calciatore pronto per giocare in qualsiasi formazione, un prospetto internazionale.

Può giocare nei due nel 4-2-3-1?
L’ho visto nell’ultimo anno fare un lavoro apprezzabile nei due mediani, se devo dire la mia opinione personale lo vedo meglio in un centrocampo a 3, per la sua capacità di inserimento, in un centrocampo a due è chiaramente più legato al reparto, anche se poi ha fatto vedere strappi notevoli anche giocando a due, visto le sue grandi doti di attaccare e difendere. Io l’ho sempre utilizzato in un centrocampo a tre perché lo vedo molto bene lì, come giocatore di inserimento e meno di palleggio.

Come sta crescendo Edoardo Bove?
Stiamo cercando di farlo giocare con continuità, che è una cosa importante, è il tipico esempio di giocatore che gioca pochissimo nel club di appartenenza, la Roma, e che noi abbiamo bisogno di vedere e di far maturare, perché se dovessimo mettere in campo solo quelli che giocano non riusciremmo a fare la formazione. Mi è piaciuto molto fin dalle prime volte che l’ho convocato, è un ragazzo molto intelligente, un ottimo compromesso tra qualità e quantità, impara subito tutto quello che gli si dice, è un ragazzo sveglio e mette in campo tutto. Se devo andare così a sensazione, vi dico che mi ha dato delle buonissime impressioni, penso che lui possa avere un futuro interessante.

Sul ruolo di Bove
L’ho utilizzato mezzala, ma per l’intelligenza che ha dimostrato credo che lui possa fare tutti i ruoli di centrocampo, perché è un ragazzo che ha dimostrato di avere ottime letture. Credo che non abbia ancora una identità definita, e questo è un aspetto importante perché significa che ci si può lavorare bene, oggi lo vedo in tutti i ruoli del centrocampo.

Su Carnesecchi
Si è fatto male in allenamento, ha questo fastidioso problema alla spalla. È un portiere che mi porto dietro da molti anni, ha sempre offerto prestazioni di altissimo livello, credo che meriti palcoscenici importanti: sono convinto che per personalità, per occupazione della porta, per carattere, abbia un futuro luminoso davanti a sé. Può giocare in qualsiasi stadio senza alcun tipo di timore, sembra più esperto rispetto all’età che ha.

Si può essere ottimisti per il calcio italiano?
Noi abbiamo la capacità, riconosciuta anche fuori dall’Italia, di ottimizzare al meglio sempre quello che abbiamo, forse non siamo bravissimi a fare una grande programmazione, anche a lungo termine, facciamo fatica nella progettazione. Siamo in una fase che non durerà pochissimo, è legata anche alla crisi economica, non solo del sistema calcio, non sarà facile, ma sono dei cicli che sono destinati a finire, questi sono momenti che bisogna sapere accettare.

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