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Roma, esplode il caso Ferguson: rottura con Gasperini e addio sempre più vicino a gennaio
Il caso Ferguson è ormai deflagrato, e alla Roma non è più soltanto una questione tecnica o di rendimento. È diventato un tema politico, interno, delicatissimo, che accompagnerà — e con ogni probabilità condizionerà — il mercato di gennaio. Dietro alle prestazioni intermittenti dell’attaccante irlandese si nasconde una frattura profonda con Gian Piero Gasperini, una crepa che si è allargata settimana dopo settimana fino ad arrivare al punto di non ritorno.
In Irlanda, intanto, le parole dure del tecnico nel post-Juventus non sono passate inosservate. Anzi, hanno avuto un eco immediata: quelle critiche pubbliche sono state lette come la conferma di un rapporto ormai compromesso, al limite della gestione.
La crisi, però, nasce molto prima. Più precisamente dalla prima sosta per le nazionali. Al rientro a Trigoria, Ferguson si sarebbe presentato in condizioni fisiche giudicate tutt’altro che soddisfacenti. Un dettaglio che Gasperini non ha mai digerito, soprattutto per un giocatore considerato potenzialmente centrale nel suo progetto offensivo.
Il vero strappo sarebbe arrivato poco dopo, con il famoso infortunio al piede. In quel momento, secondo lo staff tecnico, l’attaccante avrebbe dato priorità al ritiro della sua nazionale, una scelta interpretata come un segnale sbagliato, quasi una mancanza di allineamento con le esigenze della Roma. È lì che qualcosa si è definitivamente rotto. Ed è da lì che, di fatto, non si è più ricomposto nulla.
Con Dovbyk fuori dai giochi, Gasperini gli ha dato spazio, minuti, possibilità. Ma Ferguson ha convinto solo a tratti, e praticamente solo in Coppa. Troppo poco per un allenatore che fonda tutto su intensità, disciplina, continuità e totale dedizione al collettivo.
E proprio gli atteggiamenti – più ancora delle prestazioni – avrebbero irritato Gasp nelle ultime settimane. Ritardi, linguaggio del corpo, scarsa reattività mentale: piccoli segnali che per altri sarebbero stati tollerabili, ma che nella Roma di Gasperini diventano veri e propri indizi di incompatibilità tecnica e caratteriale.
Ora il destino sembra segnato: Ferguson è oggettivamente sul mercato, e l’arrivo di Zirkzee e Raspadori renderebbe la sua permanenza non solo superflua, ma anche controproducente. La Roma valuta il ritorno anticipato al Brighton o una cessione in Premier. Perché a Trigoria, ormai, nessuno crede più nella ricostruzione del rapporto.
E il caso Ferguson diventa l’emblema di una verità che Gasperini ha esplicitato: in questa Roma c’è spazio solo per chi ci sta realmente dentro. Gli altri, inevitabilmente, sono destinati a uscire.
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