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Roma, difesa da record in Europa: miglior retroguardia nei top 5 campionati e gol anche dai centrali
Quando l’attacco perde pezzi, servono altre certezze. E la Roma di Gian Piero Gasperini le ha trovate nella sua retroguardia. Una difesa solida, aggressiva e ormai anche decisiva in zona gol.
Contro la Cremonese è arrivata l’ennesima dimostrazione. Ndicka ha firmato il 2-0 e ha sfiorato la doppietta in almeno altre due occasioni. Mancini, invece, ha visto il suo nome fermarsi sulla traversa. Non solo marcatori implacabili, ma difensori capaci di incidere anche nell’area avversaria.
Numeri da primato europeo
La Roma oggi vanta la miglior difesa d’Europa nei cinque principali campionati. I dati parlano chiaro: 16 gol subiti in 26 partite, con una media di 0,61 reti a gara. Meglio di colossi come Arsenal, PSG, Bayern Monaco e Real Madrid. Un risultato che racconta un’identità precisa e un lavoro metodico.
A rendere ancora più significativa la statistica è la continuità: contro la Cremonese è arrivato il secondo clean sheet casalingo consecutivo dopo il 2-0 al Cagliari, evento che non si verificava da quasi un anno.
Svilar e la linea alta: il segreto della solidità
Dietro c’è anche il contributo decisivo di Svilar, protagonista silenzioso di una stagione di altissimo livello. Ma la forza non è solo individuale. Il sistema di Gasperini prevede linea alta, aggressione immediata e partecipazione attiva dei centrali alla costruzione del gioco.
Non è un caso che Mancini sia stato spostato sul centrodestra: ha maggiore propensione ad accompagnare l’azione offensiva rispetto a Ndicka. Il suo unico gol stagionale, segnato in Europa League a Nizza, è nato proprio da una proiezione offensiva. Ndicka, invece, ha festeggiato contro la Cremonese il primo centro in Serie A, dopo aver già colpito due volte in Europa.
Difendere e attaccare: la rivoluzione mentale
Il vero salto di qualità è culturale. Gasperini chiede ai suoi difensori di non limitarsi a proteggere, ma di incidere. Difendere con ordine, attaccare con convinzione. È una trasformazione che sta cambiando la mentalità del gruppo.
In un momento in cui gli attaccanti sono stati falcidiati dagli infortuni, la Roma ha costruito le sue certezze partendo dal basso. E oggi, con una retroguardia così affidabile e propositiva, il sogno Champions poggia su fondamenta di ferro.
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