Dario Canovi

ULTIME NOTIZIE AS ROMA CANOVI – Dario Canovi, decano degli agenti sportivi, è intervenuto ai microfoni della web radio di Romagiallorossa.it nella consueta trasmissione “Roma Giallorossa“. Queste le sue parole:

Un giudizio sulla stagione della Roma: “Direi che non è poi troppo deludente, la Roma è quinta in classifica quindi è al livello che le compete, nel senso che non credo abbia una rosa per competere tra i quarto e il primo posto. Atalanta, Milan, Inter e Juventus sono da un punto di vista tecnico superiori ai giallorossi. Direi che la Roma sta facendo un campionato in linea con le aspettative”.

Sulla lotta per il quarto posto: “Non scommetto mai, proprio per abitudine, ma confesso che avevo scommesso sulla vittoria dello scudetto dell’Atalanta. Sono convintissimo che sia guidata dal migliore allenatore che c’è in Italia, ovvero Gasperini, e poi ha una rosa ampia. Se si pensa che in panchina l’Atalanta ha quasi sempre o Ilicic, o Muriel, oppure Zapata, fa capire la bontà della rosa dei bergamaschi. E poi dobbiamo considerare il fatto che è andato via Gomez, altrimenti ci sarebbe stato anche lui. L’Atalanta ha tutta gente che a calcio sa giocare veramente. Non dimentichiamoci nemmeno del Napoli che ha una rosa da primi posti. Dunque ci sono sette squadre, compresa la Lazio, che potevano competere per la Champions League. La Roma, ripeto, sta facendo più del suo, o comunque il suo”.

Su Fonseca: “Ho sempre affermato che ci sono allenatori che tolgono e allenatori che danno. Pochissimi sono gli allenatori che aggiungono qualcosa al valore intrinseco della squadra. Tanto per fare un esempio, Gasperini è un allenatore che riesce a dare alla sua rosa un qualcosa in più. Ci sono poi allenatori che addirittura tolgono, che sono una buona percentuale, e allenatori che danno quello che la squadra vale, e tra questi ci metto Fonseca. Non è un giudizio negativo, tutt’altro, è un giudizio positivo. Per cui alla Roma mancano in questo momento giocatori che siano leader in campo e nello spogliatoio. Solo così si potrebbero comprendere i pochi risultati con le big della Serie A”.

Sul fatto che la Roma non batte le big: “Io credo che la Roma abbia un valore tecnico più alto rispetto alle squadre che navigano nella parte destra della classifica, per questo vince contro le cosiddette ‘piccole’. Non sempre questo succede, ma accade abbastanza spesso e lo reputo un grande risultato. Con le grandi ci vuole qualcosa di più: ci vuole l’abitudine, la voglia e la cattiveria di vincere, cosa che la Roma non ha. Penso che questo dipenda dalla mancanza di uno o due leader in campo e nello spogliatoio. La Roma ha tutti ottimi giocatori, qualcuno anche superiore alla media, che però non hanno quella cattiveria per vincere le partite che contano. Uno di questi sarebbe potuto essere Dzeko, ma quest’anno purtroppo non ha avuto esperienze positive con l’allenatore”

Sul futuro di Dzeko: “Secondo me lui andrà via perchè non credo sia una situazione sostenibile per un grande giocatore come lui. Prima gioca, poi non gioca, i rapporti con l’allenatore che non sono idilliaci, ma penso anche che si siano guastati i rapporti anche con la società perchè queste vicende portano sempre delle conseguenze nei rapporti con il club. Dzeko ha ancora un po’ di mercato, per questo penso andrà via”.

Sui Friedkin: “Dobbiamo partire da un presupposto: loro sono qui per investire i loro soldi, non perchè tifassero la Roma. In questo momento negli Stati Uniti c’è una tendenza da parte dei grandi finanzieri e dei fondi di investire nel calcio italiano perchè lo ritengono sottostimato da un punto di vista economico. Ma non dimentichiamoci che è vero, investono il loro denaro, ma vogliono anche guadagnare. I Friedkin non sono i Viola o i Sensi che erano presidenti tifosi. Loro cercheranno di portare la Roma, da un punto di vista economico, nel giusto cammino. Questo comporta dei sacrifici perchè la Roma aveva un indebitamento notevole dovuto alla pochezza della gestione precedente, che è stata un disastro. Quindi i Friedkin cercheranno di portare il club a non perdere denaro ma a guadagnarne. Per questo motivo vireranno sui giovani, faranno le plusvalenze, ed è questo quello che ci dobbiamo aspettare. Ormai di presidenti tifosi ce ne sono pochissimi”.

Sulle operazioni di mercato della Roma: “Io punterei su un portiere e un attaccante. Di portieri ce ne sono tanti, da Gollini e Cragno, passando per Audero e Musso. Per quanto riguarda l’attaccante farei tornare alla Roma il figliol prodigo Scamacca che mi piace moltissimo ed è un centravanti di prospettiva futura”.

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