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Roma, tensione a Trigoria tra Gasperini e Massara: mercato contestato e futuro in bilico. La Champions decide tutto
Non è più solo una sensazione, ma una crepa sempre più evidente all’interno della Roma. A Trigoria il clima resta teso dopo l’ultima sessione di mercato e la frattura tra Gian Piero Gasperini e il direttore sportivo Frederic Massara appare ormai concreta. I dissidi interni raccontati nelle scorse settimane trovano conferme quotidiane, con il tecnico che non avrebbe mai nascosto il proprio malcontento per le operazioni condotte dal club a gennaio.
Il punto non riguarda la quantità degli acquisti, perché la Roma ha investito e anche molto, ma la qualità e soprattutto la funzionalità dei profili arrivati. Gasperini chiedeva giocatori pronti, immediatamente decisivi per inseguire la Champions League, mentre parte degli innesti è composta da giovani di prospettiva, utili per il futuro ma non ancora determinanti nel presente. Una differenza di vedute che ha creato attriti continui, culminati negli sfoghi pubblici dell’allenatore dopo la sconfitta di Udine. “Non si può chiedere la Champions e allo stesso tempo costruire un’Under 23”, è il concetto che filtra dal suo entourage, una frase che riassume perfettamente la distanza tra area tecnica e dirigenza.
Nonostante un mercato numericamente ricco, Gasperini ritiene che la rosa non sia ancora all’altezza della massima competizione europea. Alcuni ruoli che chiedeva di sistemare già dall’estate sono rimasti scoperti o coperti solo parzialmente, e l’inserimento tardivo di giocatori come Bryan Zaragoza ha alimentato ulteriormente il malumore. Il tecnico avrebbe voluto certezze subito, non scommesse da far crescere strada facendo. La sensazione è che le promesse fatte sul mercato non siano state completamente mantenute.
La conseguenza più evidente è che la convivenza tra Gasperini e Massara a Trigoria appare sempre più complicata. A fine stagione, con ogni probabilità, uno dei due potrebbe salutare. L’ipotesi di un passo indietro del direttore sportivo resta sul tavolo, con Claudio Ranieri possibile figura di mediazione per un nuovo assetto dirigenziale, ma non è da escludere neanche lo scenario opposto. Gasperini, infatti, non si sentirebbe responsabile di un eventuale mancato quarto posto, convinto che la squadra non sia stata costruita per competere stabilmente ai vertici europei, e le offerte per lui non mancherebbero, soprattutto in caso di cambiamenti su panchine importanti come quella della Juventus.
Nel frattempo l’allenatore continua a lavorare con professionalità e orgoglio. Non ha alcuna intenzione di mollare adesso e proverà fino all’ultimo a trascinare la Roma in Champions, anche perché lo spogliatoio, almeno per ora, è compatto dalla sua parte. Ma la fotografia del momento è chiara: Gasperini si sente solo, stretto tra aspettative altissime e una rosa che non considera completa per centrare l’obiettivo.
Il campo dirà se la rimonta sarà possibile, ma una cosa appare certa: a giugno si faranno i conti, e non soltanto in classifica. Perché il futuro della Roma passerà sì dai risultati, ma anche dalle scelte societarie. E stavolta, più che mai, servirà chiarezza.
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