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Marco Violi denuncia nuovamente il gruppo Telegram che diffonde illecitamente i suoi contenuti
ULTIME NOTIZIE MARCO VIOLI TELEGRAM – Il direttore e proprietario della testata giornalistica Romagiallorossa.it, Marco Violi, ha annunciato che presenterà una nuova denuncia alle Forze dell’Ordine contro un gruppo Telegram creato con l’obiettivo di denigrarlo e diffondere contenuti, immagini e video tratti dal suo profilo Instagram personale senza autorizzazione.
Il gruppo, nato con intenti offensivi e diffamatori, è stato formalmente segnalato alle autorità competenti, unitamente all’elenco completo dei partecipanti e agli screenshot raccolti a prova delle attività svolte. Secondo Violi, si tratta di “una campagna d’odio organizzata e reiterata nel tempo, che ha superato ogni limite della legalità e del rispetto umano.”
“Da anni subisco attacchi mirati, ma questa volta non resterà impunito nulla. La libertà d’opinione non giustifica l’odio né la diffusione illecita di contenuti personali. Ho segnalato alle autorità il gruppo Telegram e tutti i soggetti coinvolti: chi ha partecipato a queste attività ne risponderà in sede giudiziaria”, ha dichiarato Marco Violi.
Le norme violate
Le condotte oggetto della denuncia rientrano in diverse fattispecie previste dal Codice Penale e dalla normativa sulla privacy:
- Art. 595 c.p. – Diffamazione aggravata a mezzo internet, che punisce chi offende la reputazione di una persona dinanzi a più soggetti attraverso mezzi di comunicazione telematica.
- Art. 167 D.Lgs. 196/2003 – Trattamento illecito di dati personali, applicabile a chi diffonde o utilizza immagini e contenuti digitali di terzi senza consenso.
- Art. 612-bis c.p. – Atti persecutori (stalking digitale), che punisce la reiterazione di condotte moleste idonee a cagionare ansia, paura o turbamento nella vittima.
Le pene previste possono arrivare fino a sei anni di reclusione, oltre a sanzioni pecuniarie e risarcimenti civili per i danni morali e d’immagine.
Violi ha inoltre confermato che la documentazione raccolta, composta da prove digitali, file originali e nominativi dei partecipanti, sarà consegnata alle Forze dell’Ordine e sarà trasmessa anche alla Procura della Repubblica di Roma per i dovuti accertamenti.
“Il web non è una terra senza regole,” – conclude Violi – “chi utilizza i social per diffondere odio o distruggere la reputazione altrui deve sapere che la legge arriva ovunque, anche dietro uno schermo.”
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