Luiss, Pallotta: “Mi sento responsabile per Roma e la Roma”. Baldissoni: “Chi ha acquistato il club si sente il custode”

L’As Roma presenta quest’oggi il primo Bilancio di Impatto del Club, redatto da ItaliaCamp con il supporto del centro di ricerca LUISS Governance & Sustainability. All’evento, che inizierà alle ore 18.30 presso la sede dell’Università LUISS Guido Carli (aula 211), in Viale Romania 32, interverranno il Presidente dell’AS Roma James Pallotta e il Presidente del CONI Giovanni Malagò oltre a Giovanni Lo Storto, Direttore Generale LUISS, Mauro Baldissoni, Direttore Generale A.S. Roma, Giovanni Fiori, Direttore Centro Interuniversitario di Ricerca Governance & Sustainability e Fabrizio Sammarco, Amministratore Delegato ItaliaCamp Srl.

Ore 19.22 – Parla il presidente della Roma, Pallotta: “Qualcuno mi considera come lo stupido americano che viene in Italia a comprare la Roma. Io, però, spero di poter dare qualcosa indietro alla comunità, alla città e non solo alla Roma, mi sento responsabile per entrambe. Da quando ero al college, sapevo di essere un grande studente perché facevo sempre domande. Alcune regole: niente stampa e niente domande su Spalletti. Quando sono arrivato per la prima volta a Trigoria e la prima cosa che ho fatto è stato fondare un programma per i licei romani. In America l’ho fatto con molti college. Noi abbiamo istituito un programma con tutor che potessero dare la possibilità di avere un diploma e dare la chance di andare in college ed avere un’educazione senza che sia importante dire: io sono del Chelsea, del PSG o della Roma. Nelle università di Roma abbiamo molti studenti che studiano materie inerenti lo sport. Abbiamo dei piani con Roma Cares e Football Cares. Ci potranno essere delle possibilità. Vogliamo un’amichevole con il Real Madrid al Circo Massimo, o un concerto live al Colosseo, basta una chiamata in America. Questi sono eventi che possono portare milioni di euro alla città e che possono permettere a voi ragazzi di avere un’educazione, di andare a squadra. E’ una cosa che non avviene tutti i giorni. Il nome dello stadio da dare al main sponsor? E’ sbagliato collegare il main sponsor allo stadio. All’inizio qui nessuno pensava che potessimo fare uno stadio. Abbiamo lottato, ci sono stati rinvii. Noi siamo concentrati sul lato commerciale. Abbiamo parlato con varie compagnie nel mondo, non per lo stadio, ma per l’attrezzatura. Abbiamo speso molto tempo. Nei prossimi mesi ci concentreremo sulla maglietta. Sono molto contento della nuova maglia e della nuova stagione. All’inizio abbiamo speso diversi milioni per la squadra e per la città. Noi abbiamo una grande responsabilità per la comunità, perché ne facciamo parte. Ma questa è la mia squadra, abbiamo fatto un grande lavoro e possiamo fare meglio. Nella mia vita ho fatto tante conversazioni che non portavano a nulla, erano chiacchiere. Ma voi dovete rialzarvi, perché sennò la vostra generazione verrà distrutta”.

Domanda di uno studente per Baldissoni sulla curva e le barriere: “Sapete che abbiamo gestito un problema complicato che nasceva da un’esigenza delle forze di sicurezze, a partire dalla Questura e dalla Prefettura. Dal primo giorno abbiamo ritenuto che si dovesse lavorare per eliminarlo, perché pensiamo che lo stadio vada vissuto senza barriera. Sembra che, anche grazie ai ministri competenti, si possa fare un passo verso una normalizzazione. Quindi sì, la data la sceglie la forza di sicurezza, ma credo che sia questione di tempo”.

Ore 19.10 – Prende la parola il presidente del CONI, Giovanni Malagò: “In Italia si fa sport come non è mai stato fatto dalla nascita dal Paese. Il CONI ha il compito di reggere lo sport italiano con 400 milioni di euro statali. Lo sport occupa lo 0,5% dei lavoratori italiani ed ha un valore sul PIL pari all’1,7% diretto, il doppio indiretto“.

Ore 18.57 – Ora è il turno del direttore del Centro Interuniversitario di ricerca Luiss Governance & Sustainability Giovanni Fiori:Per noi è stata una sfida bellissima che abbiamo accolto entusiasti. La LUISS è impegnata da tempo su questo fronte: calcolare l’impatto che le aziende creano. Abbiamo raccoltola sfida di fare una misurazione. Il problema è che molte variabili sono impatti qualitativi ed è difficile misurarli. E noi abbiamo provato a creare un metodo. Il progetto per ora è solo all’inizio. Gli impatti che abbiamo misurato sono solo alcuni: quelli di quattro aree. Il marchio, il valore del marchio della Roma. Che valore ha? Questo si può fare. Il marchio della Roma ha avuto un incremento più veloce nel tempo. La cosa più bella che abbiamo misurato è stata la seconda: quello che la Roma fa per i ragazzi. Ragazzi che se non ci fosse la Roma ad assisterli nel calcio, nello sport e nella vita avrebbe un destino diverso. Questo ha valore perché il ragazzo studiando darà un ritorno economico alla società. Il valore? Dieci o 15 milioni di euro. Terza area: il rapporto con i tifosi. La Roma ha un bacino molto grande. Il tema dei supporter dal punto di vista economico per la società è importante. La Roma può essere un ambasciatrice della città. A misurare la Roma forse è stato solo Venditti: ‘Dimmi cos’è che mi fa sentire grande anche se non conto niente’. E come si fa a misurarlo? Ringrazio la Roma per questa opportunità”.

Ore 18.50 – E’ arrivato anche il presidente del Coni Malagò.

Ore 18.44 – Prende la parola il dg Baldissoni: “Grazie alla LUISS perché ci ha voluto accompagnare in una sfida che apre delle frontiere che dobbiamo ancora comprendere noi stessi. Il mio ruolo è di provare a spiegarvi come e perché siamo arrivati a redigere un bilancio di impatto. La vostra presenza è una risposta evidente, perché? Tutto nasce dalle considerazioni di quello che la Roma dovrebbe essere e come noi approcciamo al lavorare alla Roma. In una realtà come la Roma è importante il per chi si lavora. In uno dei primi dialoghi con Pallotta mi sentii dire: ‘Abbiamo acquistato la Roma ma non ne saremo mai proprietari, ma i custodi di ciò che la Roma rappresenta’. Perché qualcuno che spende centinaia di milioni per un club si dichiara orgogliosamente il custode? Con alcuni studenti, quando vado a salutarli gli chiedo: ‘Che cos’è la Roma?’. Qualcuno risponde che sia una squadra di calcio, e non possiamo dargli torto. Ma anche la LUISS calcio lo è, ma ci sarà qualche differenza. Noi partecipiamo ad un campionato professionistico, con costi e ricavi consistenti. Queste sono voci che vanno nel bilancio tradizionale, esulando da quello d’impatto. Alcuni dicono che siamo una media and entertainement company, ma non basta. Quello di cui siamo sicuri è che la Roma sia una piattaforma sociale che fa riferimento ad una comunità. Per questo chi la acquista si ritiene un custode. Possiamo definirla senz’altro una realtà in grado di produrre, contenere e trasferire le emozioni di una comunità. Noi ci siamo lanciati in qualche operazione che avesse a che fare con le emozioni della comunità. Per primi i tifosi, che sono il centro della comunità. Abbiamo avviato un call center per andare allo stadio. Ci siamo preoccupati anche dei tifosi del futuro con il programma “Scuola di tifo”. Altra comunità sono i protagonisti, più che altro quelli del passato. E li abbiamo accolti con la Hall of Fame. Abbiamo intestato il campo della Primavera ad Agostino di Bartolomei, saluto il figlio Luca che è in sala. Quindi operazioni che non avessero un impatto sul bilancio. Poi con Guido Fienga abbiamo provato a dare un valore a queste iniziative, per restituire qualcosa alla nostra comunità. Da qui nasce il bilancio di impatto. “Voglio leggervi una lettera di un familiare di un ex giocatore della Roma, Attilio Ferraris IV: ‘Dai 7 anni zio Attilio mi portò a Testaccio e conobbi tra gli altri Ceretti, il massaggiatore. In una di queste giornate Masetti, il portiere, mi chiamò prima di entrare in campo e mi disse: ‘Renatì. dobbiamo salutare i tifosi in maniera diversa: sali sui miei piedi e alza le braccia’. Così facemmo, i tifosi risposero con calore. I tifosi organizzarono un evento per salutare tutti i grandi vecchi calciatori della Roma. Quando mi hanno chiamato, poiché rappresentavo mio zio, ho avuto un momento di smarrimento seguito da gioia e lacrime di felicità, ricordando quel giorno con Masetti a Testaccio. Sentiti ringraziamenti a voi tutti“.

 

Ore 18.36 – Prende la parola il direttore generale della Luiss Giovanni Lo Storto: “Sono contento di questo evento. La nostra università lavora con parecchia intensità sul profilo di uno studente capace di arrivare al mondo del lavoro in modo consapevole. I ragazzi di 18 anni sono ‘concepiti digitali’. Abbiamo pensate che per arricchire la loro potenzialità di portare un contributo alle aziende in cui andranno a lavorare dandogli il valore della lentezza. E’ un passaggio dai nostri percorsi di formazione ad un livello in più, il saper dare, il saper dare ascolto, attenzione e importanza. Una società di calcio che mette al centro del suo focus l’attenzione di quello che è l’impatto merita la creazione di un percorso accademico dedicato alle tecniche dell’impatto sociale e di un centro di ricerca, che svilupperà queste tematiche. Pallotta dice che una squadra di calcio non può sfuggire all’obbligo morale di esercitare un ruolo attivo presso la comunità in cui opera. Qui si celebrano due finalità molto coerenti, questa, e quella della Luiss, che insegna ai propri studenti come stare nella società“.

Ore 18.35 – Questo il risultato dell’analisi condotta – L’analisi, condotta da ItalaCamp Srl con il Centro di Ricerca Governance & Sustainability dell’Università LUISS, si è focalizzata su quattro aree: attività educative e formative per i giovani, storia del club e brand identity, rapporto con i tifosi e ruolo della società sportiva in veste di ambasciatrice virtuosa della città di Roma. Dodici gli indicatori individuati per i quattro campi di analisi, che hanno permesso di mappare i 30 principali stakeholder della Società. Dal Report è emerso che, in base agli indicatori scientifici e accademici utilizzati, il valore dell’impatto prospettico prodotto dalle attività di AS Roma al termine del biennio di implementazione del modello impact (nel biennio 2015-2017) è stimabile tra i 10 e i 15 milioni di euro.

ll Bilancio d’Impatto è la prima esperienza di questo genere fatta in Italia. James Pallotta ne ha spiegato il significato: “Con questo progetto abbiamo voluto avviare un percorso strutturato di avvicinamento all’innovativa metodologia di misurazione dell’impatto sociale, consapevoli che ogni società non possa esimersi dall’obbligo morale di esercitare un ruolo attivo a favore delle comunità in cui opera“.

Ore 18.30 – Inizia la conferenza con l’introduzione di Fabrizio Sammarco.

Ore 18.20 – Arrivano Pallotta e Baldissoni.

Ore 18.10 – Presenti anche Simone Contasta di Parsitalia e Luca Parnasi di Eurnova.

APP ROMAGIALLOROSSA.IT PER APPLE
APP ROMAGIALLOROSSA.IT PER ANDROID

© RIPRODUZIONE RISERVATA