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Roma-Inter, il ritorno di Chivu all’Olimpico: tra ricordi amari, rivalità e il confronto generazionale con Gasperini

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AS ROMA NEWS INTER CHIVU GASPERINI – Domani sera all’Olimpico si gioca Roma-Inter, ma non sarà solo una sfida tra due squadre in lotta per il vertice della Serie A. Sarà anche — e forse soprattutto — un incrocio di destini, di generazioni e di ricordi. In tribuna ci sarà Claudio Ranieri, che nel 2010 sfiorò lo scudetto con la Roma grazie a un gol di Luca Toni contro i nerazzurri di Mourinho. In panchina, invece, due tecnici agli antipodi per età, esperienza e percorso: Gian Piero Gasperini e Cristian Chivu.

Come scrive Il Messaggero, il confronto tra il tecnico più esperto della Serie A, classe 1958, e uno dei più giovani, Chivu, 44 anni, aggiunge un tocco simbolico alla serata. Gasperini rappresenta la scuola italiana più metodica e concreta, capace di valorizzare ogni dettaglio tattico e di costruire la Roma più solida degli ultimi anni. Chivu, al contrario, incarna la nuova generazione di allenatori formati con un approccio europeo, più fluido e verticale.

Ma per Roma, il nome di Chivu non è mai stato indifferente. Arrivato nell’estate 2003, quando i giallorossi cercavano rinforzi di livello dopo i rifiuti di Lucio e Legrottaglie, il difensore romeno fu accolto come un “piccolo principe”. In coppia con Walter Samuel, sfiorò subito lo scudetto e contribuì alla vittoria della Coppa Italia, oltre a far parte della celebre cavalcata delle undici vittorie consecutive.

Poi, però, la frattura. Un’intervista mal digerita dai tifosi in cui Chivu dichiarò il desiderio di tornare a lavorare con Fabio Capello, all’epoca allenatore della Juventus. Una frase che bastò a incrinare il rapporto con la piazza romanista, che non aveva ancora perdonato il tecnico friulano per il suo addio alla Roma. Da quel momento, tra infortuni, contestazioni e un rendimento altalenante, il difensore iniziò a scivolare in un periodo difficile, segnato anche dal ricorso all’aiuto di uno psicologo per ritrovare serenità.

Nel 2007 lasciò la Capitale per trasferirsi proprio all’Inter, dove vinse tutto ma lasciò un ricordo amaro. Il gesto del dito medio rivolto ai tifosi romanisti dopo la finale di Coppa Italia del 2010 — poi costato un deferimento e delle scuse pubbliche — chiuse definitivamente il cerchio del suo rapporto con la città.

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Ora, quattordici anni dopo, Chivu torna all’Olimpico da avversario per la prima volta da allenatore. Non sarà una semplice partita per lui, né per chi lo ha visto vestire la maglia giallorossa. Dall’altra parte c’è una Roma credibile e concreta, costruita da Gasperini con disciplina e ambizione, che sogna di tornare grande proprio contro la squadra che per anni è stata un tabù per il suo tecnico.

E forse, dalle tribune, Ranieri ripenserà a quel pomeriggio del 27 marzo 2010, quando la Roma di Totti e Toni toccò il cielo con un dito. Perché Roma-Inter, al di là della classifica, resta sempre una partita di emozioni, rivalità e memorie che il tempo non può cancellare.

FOTO: Credits by Shutterstock.com



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