Rassegna stampa
Lazio-Roma: il derby si gioca alle 12.30. Troppo alto il rischio scontri
AS ROMA NEWS DERBY LAZIO – Esperimento fallito, si torna al passato e dopo otto anni il derby tra Lazio e Roma, in programma domenica 21 settembre in casa dei biancocelesti, si giocherà alle 12.30. Erano otto anni che la stracittadina non veniva programmata a ora di pranzo ma a rilevare ancor di più è la bocciatura del tentativo — o apertura di credito alle tifoserie — fatto lo scorso anno, quando si provò a riportarlo in prime time, lo slot televisivo delle partite di cartello e approdo ambito per sponsor, società, pay-tv che possono valorizzare (e monetizzare) al meglio l’evento, riporta Il Corriere della Sera.
Questione di ordine pubblico, si diceva, e così la Lega Calcio ha accolto gioco forza le indicazioni del Viminale, stabilendo il fischio d’inizio nell’orario di massima «luce» attorno allo stadio. Lo scorso 5 gennaio, per la prima volta dopo sei anni, il derby (in quel caso con la Roma «ospitante») si era giocato alle 20.45, facendo però pentire tutti della scelta. Scontri, agguati, enormi sovraccarichi nella gestione dei controlli dentro e fuori lo stadio con duemila agenti impegnati e presidii preventivi delle forze dell’ordine già dal giorno prima per evitare che venissero nascosti oggetti contundenti o altro.
Il bilancio fu di un copioso sequestro di spranghe, aste modificate con punte metalliche taglienti, coltelli da cucina, mazze da baseball, oltre a petardi, bombe carta, fumogeni. Nel prepartita fu necessario l’uso degli idranti per disperdere i gruppi che si fronteggiavano davanti al Bar River, tra ponte Duca D’Aosta e l’Olimpico. Tanto si è discusso di quegli episodi nei mesi successivi e ci sono indagini che ipotizzano un sostanziale accordo tra le due fazioni ultrà, entrambe di estrema destra, per «similare» tensioni funzionali ad arrivare in realtà allo scontro con la polizia o a inscenare una prova di forza contro il «nemico» comune.
In ogni caso, la «prova di maturità» come l’aveva definita il questore Roberto Massucci, era finita in una bocciatura piena e la decisione dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive (l’organo interno al ministero dell’Interno con mansioni di valutare il «rischio» delle singole partite in base alla rivalità tra le tifoserie e alla ragionevole previsione di problemi di ordine pubblico) è andata così al di là di chi pronosticava un anticipo sì, ma pomeridiano. Magari alle 18. Si gioca invece alle 12.30 e con gli ultimi caldi estivi anche lo spettacolo in campo potrebbe risentirne.
Il derby con orari obbligati non è un caso unico. Per restare in casa Roma, ad esempio, è da anni vietato giocare le partite col Napoli la sera, ancora una volta per questioni di sicurezza. Le immagini di una frangia di romanisti che nella prima trasferta di Pisa, sabato scorso, cantavano sotto la torre pendente cori che richiamavano al fascismo, unite alle sempre vive tensioni tra la tifoseria laziale e e il presidente Lotito (con possibili azioni dimostrative) hanno sicuramente giocato un ruolo in questa scelta.
Il piano di sicurezza prevede la chiusura di molte strade intorno all’Olimpico (con divieto di parcheggio dalla sera prima) e la deviazione conseguente dei mezzi pubblici che le percorrono abitualmente, in base al piano approntato lo scorso mese per gli eventi sportivi di ogni genere. Il modello organizzativo della questura prevede le chiusure «a vista», per creare all’occorrenza una zona cuscinetto: via Tittoni, largo Ferraris IV, viale della Macchia della Farnesina, piazzale e viale Giuseppe Volpi, Ponte Duca D’Aosta, via dei Monti della Farnesina, piazzale della Farnesina, via Alberto Blanc e viale Boselli e, in fase di deflusso, piazzale Diaz e piazzale della Farnesina, viale Boselli, lo svincolo della galleria Giovanni XXIII, Ponte Duca D’Aosta, i lungotevere Cadorna e Fellini, Oberdan e Della Vittoria, via Morra di Lavriano, viale Angelico, la circonvallazione Clodia, via Corridoni e piazza Lauro de Bosis. Divieti di sosta in tutta l’area del Foro Italico.
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