La rivoluzione romanista

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James Pallotta e Monchi

Altro che ritocchi, altro che «non faremo più tante compravendite» come ha dichiarato un incauto Pallotta venti giorni fa. Monchi sta rivoltando la Roma come un calzino: stesso modus operandi di Sabatini, vendere a cifre alte i big ritenuti «sacrificabili» e acquistare i migliori talenti prima che diventino inaccessibili. L’ennesima rivoluzione romanista è partita dalla cessione di Salah al Liverpool -42 milioni di euro più 8 di bonus di cui almeno 3 «facili» -e ora passa per un altro, probabile doppio addio: Manolas e Paredes sono vicini allo Zenit San Pietroburgo. Una telefonata partita dai dirigenti russi, stimolati dal tecnico Mancini, ha sbloccato l’affare giovedì sera. Messa sul piatto una cifra complessiva superiore ai 60 milioni di euro per i due romanisti, la risposta di Monchi è stata positiva. A patto che gli affari viaggino separati.

E se per Manolas è quasi tutto fatto (valutazione oltre i 30 milioni di euro e contratto da 4 netti all’anno per il greco), domani sarà più chiara la posizione di Paredes: il procuratore Pablo Sabbag, che sta già trattando con lo Zenit uno stipendio da 3 milioni e mezzo, sbarca a Roma per chiudere il cerchio. Non è escluso che porti sul tavolo altre offerte per il regista, dalla Juventus al Borussia, ma finora nessuno dei due club s’è fatto vivo con la Roma. Paredes sembra orientato ad accettare il trasferimento in Russia, dove sogna di giocare il Mondiale la prossima estate con l’Argentina, l’operazione è in stato avanzato ma non c’è fretta. Già, perché la Roma ha sistemato il bilancio corrente con Salah, sufficiente a rientrare nei parametri Uefa entro il 30 giugno, mentre contabilizzerà le plusvalenze di Manolas e Paredes dopo il 1° luglio, sistemando la pratica con un anno d’anticipo: adesso i valori iscritti a bilancio sono rispettivamente di 3,65 e 6,4 milioni di euro, che scenderanno ancora con una stagione d’ammortamento in più.

La Roma pensa anche a comprare e oggi chiuderà il terzo acquisto dopo Moreno e Pellegrini (scambiati i documenti col Sassuolo, il ragazzo a questo punto firmerà in Polonia): Rick Karsdorp è a un passo dal vestire giallorosso. Monchi e il dg Baldissoni volano in Olanda, dove contano di sistemare gli ultimi dettagli col Feyenoord, a sua volta costretto a realizzare una cessione importante entro fine mese. L’accordo verrà trovato per 15-16 milioni di euro, a cui aggiungere dei bonus, mentre Karsdorp ha già detto «sì» al quinquennale of ferto dalla Roma durante il blitz a Trigoria del papà e del fratello. Sui social la conferma dell’imminente fumata bianca: Astrid Bell, la fidanzata dell’olandese, scrive già in italiano su Instagram. Monchi potrebbe comprare altri due difensori. Vuole un centrale in più per sostituire Manolas e ha puntato il baby argentino Foyth: l’Estudiantes chiede 9 milioni, si cerca lo sconto nei prossimi giorni, altrimenti verrà cambiato l’obiettivo. L’altro innesto è atteso a sinistra, dove Emerson Palmieri è infortunato e Mario Rui è intenzionato a raggiungere Sarri a Napoli ma serve l’offerta giusta di De Laurentiis che non s’è fatto ancora vivo. A centrocampo va trovato l’erede di Paredes, che Monchi ha individuato in Seri. Ma se il Nizza non scende dalle nuvole (chiesti 40 milioni), non se ne parla. Altri nomi possibili: Roque Mesa, Badelj e Krychowiak (portato a Siviglia da Monchi e poi rivenduto al Psg), non Torreira che si è stranamente dichiarato futuro romanista senza che esista una trattativa. I veri «botti» servono in attacco, dove arriveranno due o tre pedine: un esterno mancino, se non due, e un centravanti di scorta. Intanto lo Sporting ha pareggiato l’offerta del Fenerbahce a Doumbia e il Galatasaray s’avvicina a Vainqueur. Si cambia anche nella stanza dei bottoni: Ricky Massara ha salutato tutti a Trigoria e raggiungerà Sabatini nella galassia cinese Suning. Non sarà più Nereo Bonato il sostituto, la Roma ne cerca un altro.

(Il Tempo – A. Austini)

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