Felix Afena-Gyan

ULTIME NOTIZIE AS ROMA FELIX RAZZISMO – Proprio vero, la felicità è solo questione di attimi. E non basta neppure chiamarsi Felix per cercare di frenare il destino. Così il giorno dopo che il mondo del calcio ha celebrato la scoperta di Felix Afena-Gyan, 18 anni, capace di segnare al Genoa una doppietta utile a far lievitare la Roma ai margini della zona Champions, è bastata una frase infelice “fuoricampo” in un video per far scoppiare un caso razzismo, parzialmente rientrato in serata solo per l’intervento diretto del protagonista, scrive La Gazzetta dello Sport.

La vicenda è stata spiegata anche alla famiglia Friedkin e sembra che abbiano capito bene come fare associazione fra il loro club e la discriminazione razziale sia un errore, anche per le battaglie a favore del movimento del “black lives matter” nel 2020.

Questi i fatti. Dopo che Felix aveva parlato della promessa di Mourinho di regalargli delle scarpe Balenciaga da 800 euro se avesse fatto gol, ieri c’è stata la cerimonia di consegna, immortalata via video. Lo Special One, sorridente, consegna all’emozionato ragazzo la scatola, ma mentre il ghanese scarta il pacco si sente una voce, che pare quella di uno storico dirigente giallorosso, che dice: «Ci sono le banane dentro».

Anche se il centravanti non se n’era neppure accorto, la frittata era fatta, i social hanno stigmatizzato e la dirigenza ha provato a correre ai ripari, depurando il video dalla frase infelice. Troppo tardi. Da quello che ci risulta, l’episodio non è frutto di razzismo ma solo di goliardia riuscita male, tanto che in tanti spiegano come spesso scherzano con Felix sul fatto che gli piacciono davvero le banane e che anzi, prima dell’esordio di Cagliari, ne aveva divorate addirittura quattro.

Così, proprio come a Marassi, è toccato a Felix “salvare” la Roma, con una lunga precisazione. «Non sono offeso dall’audio, che non è a sfondo razzista. Dal primo giorno che sono arrivato alla Roma sono stato accolto da tutti come in una famiglia. E i ragazzi hanno scherzato con me, proprio come fa una famiglia. Il motivo? Mangio tante banane e su questa cosa ci scherziamo a volte, e per questo motivo avete sentito questo commento. Alla Roma mi sento a casa da quando sono arrivato. Penso che la gente si sia fatta un’idea sbagliata su ciò che ha sentito».

E allora è bello poter parlare della storia del ragazzo, il cui primo pensiero dopo la partita col Genoa è stato, via social, per sua madre, rimasta in Ghana, a cui lei ha risposto così: «Ti amo, figlio mio. Sei il mio eroe, sono veramente orgogliosa di te». Ieri della sua storia si è interessata anche la BBC. Nato a Sunyani e cresciuto in una famiglia poverissima col mito dello zio calciatore, il ragazzo – innamoratosi della Roma a 15 anni dopo aver visto la storica rimonta al Barcellona in Champions del 2018 – ha cominciato a giocare nell’EurAfrica Academy per poi approdare in giallorosso. In Primavera, in questa stagione, ha segnato 6 gol in 5 partite e Mou – con cui ieri ha visto la partita della Primavera – lo ha portato in prima squadra. Chi lo conosce, lo paragona a Eto’o.

Il resto è storia, con gli elogi di Pruzzo («impressionante, è da 2 gol a partita») e Vieri ( «è un attaccante vero»), seguiti a quelli dello Special One, uno che – da Drogba a Eto’o – con le punte africane ha trovato spesso feeling: «È umile, una qualità che non è facile trovare adesso nei ragazzi della sua età». Non sorprende che Felix abbia speso parole molto belle per lui. Il suo rapporto con la Roma è cominciato nell’estate del 2020, quando furono spediti a Trigoria dei video di Felix che colpirono De Sanctis e Lo Schiavo.

La “policy”, però, non prevede acquisti “al buio”, così a ottobre il ragazzo sostenne un provino a Trigoria. Tutto a posto? Sì, ma il ragazzo – che ora vive in convitto e sta imparando l’italiano (quando si allena, gli spiegano le cose in inglese) – era minorenne, la Roma era in fase di transizione societaria e lui piaceva a tanti.

Si è dovuto aspettare l’insediamento di Pinto per avere l’ok per via degli slot liberi da extracomunitario. La spesa è stata di 250 mila euro e il contratto (fino al 2025) racconta di appena 40 mila euro netti a stagione. Un affarone. Quanto basta perché presto, dopo qualche “mea culpa” e nuovi gol, “il giorno delle scarpe e delle banane” finisca per essere ricordato solo come un aneddoto che non suscita altro che un sorriso felice. Anzi, Felix.

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