Felix Ofena-Gyan

ULTIME NOTIZIE AS ROMA FELIX GAFFE – La consegna delle promesse scarpe è una festicciola in famiglia, in un angolo dello spogliatoio: c’è José Mourinho, ci sono alcuni suoi collaboratori. E c’è il ragazzo, Felix Afena-Gyan, l’eroe di Marassi a soli diciotto anni, che entra e si trova una busta dorata, con dentro una scatola infiocchettata e pronta per essere scartata, scrive Il Messaggero.

Mentre scopre il regalo e scambia due battute in inglese con José, si sente una voce «dentro ci sono le banane». Lui sorride e continua ad aprire la scatola: dentro ovviamente non ci sono banane, ma le famose e costosissime scarpe (Balenciaga sneakers speed 2.0 lt di colore blu) promesse da Mou dopo la doppietta del ghanese a Marassi.

Felix prova le sue belle e nuovissime scarpe, quindi i presenti gli chiedono di mimare il ballo che solitamente esibisce dopo le reti. Un sorrisone, un abbraccio con Mou, qualche risata e fine. Regalo ottenuto, missione compiuta. Uno dei presenti ha filmato il tutto, e il video è stato poi pubblicato dallo stesso Felix sul suo profilo Instagram, con tutte le voci originali, compresa la battuta di quello che, dalla voce, sembrerebbe Vito Scala, che di spogliatoi ne ha vissuti e anche oggi, da dirigente addetto agli arbitri, continua a essere un riferimento per tutti i giocatori, quasi un compagno di giochi. Compreso il giovane Felix.

Il video ha l’effetto boomerang e quella frase diventa per tanti «discriminatoria». E ci si chiede: come mai, proprio la Roma – che negli anni ha sempre combattuto ogni tipo di discriminazione ed è pure scesa in campo con la patch Black Lives Matter sulla manica della maglia – lasci passare un messaggio del genere?

Perché non c’è alcun messaggio razzista, spiegano. Quel video doveva essere controllato meglio, chi ha fatto quella battuta non sapeva nemmeno di essere ripreso e magari, in caso contrario, per evitare equivoci l’avrebbe anche evitata. Quelle immagini poi sono state rimosse, ma ormai era tardi. E’ rimasta la gaffe.

Felix stesso, il primo teoricamente a doversi sentire colpito, ha spiegato la natura di quella battuta. «Non mi sono sentito offeso per i commenti in sottofondo e credo veramente che l’intento non fosse razzista. Dal primo giorno che sono arrivato alla Roma sono stato accolto come in una famiglia. E i ragazzi hanno scherzato con me. Mangio tante banane su questo ci scherziamo, ecco perché quel commento. Qui alla Roma mi sento a casa da quando sono arrivato. Penso che la gente si sia fatta un’idea sbagliata su quello che è successo e hanno sentito». La Roma non è intervenuta ufficialmente nella questione, ha scelto di invitare il ragazzo a precisare.

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