Rassegna stampa
Scontri di Nizza, 13 ultrà della Roma restano in carcere: udienza fissata per il 26 novembre
AS ROMA NEWS EUROPA LEAGUE SCONTRI NIZZA – Restano in carcere a Nizza i 13 ultrà romanisti fermati martedì sera alla vigilia della sfida di Europa League Nizza-Roma (terminata 1-2 per i giallorossi). Ieri il tribunale, presieduto da Isabelle Demarbaix-Joando, avrebbe dovuto giudicarli per direttissima, ma il procedimento è stato rinviato al 26 novembre. Nel frattempo è stata disposta la custodia cautelare in carcere, riporta La Repubblica.
Gli altri 88 tifosi fermati sono stati invece rilasciati e hanno fatto rientro a Roma nella serata di ieri, con un provvedimento che vieta loro di tornare nel dipartimento delle Alpi Marittime per i prossimi sei mesi.
Le accuse agli ultrà giallorossi
I 13 trattenuti hanno un’età compresa tra i 20 e i 60 anni e appartengono ai gruppi Roma, Boys, Brigata De Falchi e alla firm che occupa tradizionalmente la Curva Nord. Otto di loro, i più anziani, sono ritenuti dagli inquirenti gli organizzatori dei disordini e dovranno rispondere dell’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di violenze aggravate, reato che prevede fino a cinque anni di carcere.
Tutti sono accusati inoltre di partecipazione a un assembramento finalizzato a violenze e danneggiamenti, mentre per quattro di loro si aggiunge anche l’imputazione di porto di armi di categoria D, che comprende coltelli e bastoni. Molti dei fermati risultano già coinvolti in episodi di violenza in occasione di trasferte della Roma a Londra, Bilbao e Ginevra.
Il blitz della polizia francese
L’operazione è scattata intorno alle 22:30 di martedì, quando la polizia francese – che monitorava i movimenti con droni – ha fermato i tifosi in due punti diversi della città. Un gruppo di oltre 60 persone è stato circondato in corso Saleya, davanti al bar Van Diemen’s, dopo provocazioni lanciate dagli ultras del Nizza. Altri 40 romanisti sono stati bloccati nel parcheggio “Sulzer”, dove nelle auto erano state rinvenute spranghe, coltelli e persino bisturi.
Le posizioni della difesa e il rischio daspo
Gli avvocati Luisella Ramoino e Maina Van der Bekken hanno contestato la decisione della corte, chiedendo misure alternative come l’obbligo di firma a Roma e la cauzione, ma il tribunale ha accolto la linea dura del procuratore Damien Martinelli.
Per i 13 arrestati il futuro si deciderà a fine novembre, mentre a Roma il questore Roberto Massucci potrebbe valutare l’emissione di daspo per gli altri 88 tifosi rientrati in Italia.
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