Rassegna stampa
Roma-Lille, notte stregata: tre rigori falliti e prima sconfitta europea all’Olimpico dopo 36 anni
AS ROMA NEWS EUROPA LEAGUE LILLE – Una serata che resterà negli annali, ma non per motivi felici. La Roma cade all’Olimpico contro il Lille (0-1) nella seconda giornata di Europa League e lo fa nella maniera più surreale: tre rigori consecutivi sbagliati. Un episodio che rimarrà nella storia, a coronamento di una prestazione opaca e confusa, ben lontana dalle ultime notti europee in cui i giallorossi avevano costruito la loro forza casalinga, riporta Il Messaggero.
Il match si decide praticamente subito. Dopo soli sei minuti, Tsimikas sbaglia uno stop elementare, regalando palla ad Haraldsson, bravo ad approfittarne con la complicità di un intervento maldestro di El Aynaoui. È l’1-0 che condizionerà tutta la serata. La Roma fatica a costruire, Ferguson non riceve palloni giocabili e quelli che tocca li perde, Soulé è evanescente, mentre Wesley prova a dare qualche spunto senza mai risultare davvero incisivo.
La scena madre arriva però all’81’. L’arbitro Lambrechts, dopo il check al VAR, assegna un rigore per fallo di mano di Mandi. Dal dischetto si presenta Dovbyk: tiro centrale e parata di Berke Özer, che però si muove in anticipo. Si ripete: stesso esito, stesso errore dell’ucraino. Terzo tentativo, stavolta con Soulé, ma il portiere turco diventa eroe di serata e respinge anche il terzo penalty. Una sequenza da incubo che cancella le speranze di rimonta e fa esplodere la gioia dei francesi.
Il Lille mostra maggiore qualità nel palleggio, con il giovane Bouaddi brillante a centrocampo e un Giroud capace di fare reparto da solo. I giallorossi, invece, si confermano fragili in fase difensiva e poco incisivi davanti. Gli ingressi di Rensch, Mancini, El Shaarawy, Koné e lo stesso Dovbyk non cambiano il copione: la Roma resta prevedibile e priva di soluzioni.
La sconfitta contro il Lille è pesante non solo per la classifica europea ma anche per il morale. All’Olimpico, infatti, i giallorossi non perdevano all’esordio nelle coppe da 36 anni, dai tempi della sconfitta con il Norimberga al Flaminio. Una statistica che racconta bene quanto sia stata una notte stregata.
Di “gasperinismo” si è visto poco: pressing alto a tratti, ma trasformato raramente in occasioni reali. La Roma continua a mostrare limiti offensivi evidenti e, senza brillantezza fisica, fatica con qualsiasi avversario. Adesso servirà subito una reazione, perché l’Europa League non aspetta e la corsa verso la qualificazione rischia di complicarsi.
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