Rassegna stampa
Roma, Gasperini e Sarri nel mirino: mercati sbagliati e identità confuse. La squadra di Gasp vive una crisi di rigetto
AS ROMA NEWS GASPERINI SARRI – Gian Piero Gasperini e Maurizio Sarri condividono un destino simile, ma con sfumature diverse. Al primo è stato costruito un mercato inadatto al suo calcio, al secondo, semplicemente, non è stato fatto mercato. Le loro lamentele, sempre più frequenti, sono comprensibili ma rischiano di trasformarsi nel sottofondo costante di ogni post partita, come sottolinea Il Corriere della Sera.
La Roma e la Lazio, seppur per motivi differenti, stanno attraversando una fase di smarrimento tecnico e mentale. Per Gasperini, la crisi è soprattutto di adattamento: il suo calcio, fatto di intensità, pressione alta e coralità offensiva, si scontra con una rosa che non è stata costruita per rispondere a questi principi. “Il calcio di Gasp ha caratteristiche precise, non in continuità con quello di Ranieri”, scrive Valdisserri, ricordando come il tecnico romano avesse portato punti e solidità, ma con un’impostazione totalmente diversa.
Non mancano, tra i tifosi più impazienti, coloro che sognano un ritorno al passato — “ridateci Sir Claudio!” — ma la società non ha intenzione di abbandonare il progetto tecnico affidato proprio da Ranieri a Gasperini. L’allenatore piemontese è stato scelto per costruire qualcosa di duraturo, non per ottenere risultati immediati, anche se la pazienza, in una piazza come Roma, non è mai infinita.
Sul fronte biancoceleste, invece, la situazione è persino più complicata. Sarri ha ammesso apertamente che non avrebbe accettato di proseguire con nessun’altra squadra, segno di un legame forte ma anche di una frustrazione crescente. La mancanza di investimenti e la stagnazione del progetto tecnico stanno logorando una squadra che non riesce più a esprimere la brillantezza del passato.
Dare lezioni a due tecnici che hanno vinto Coppe europee e scudetti sarebbe presuntuoso, ma l’esperienza insegna almeno una cosa: nelle difficoltà serve continuità, non caos. Nel caso della Roma, scrive Valdisserri, “è meglio non esagerare con le variazioni”. L’esempio più lampante è Wesley, utilizzato da Gasperini a destra, a sinistra e persino come “braccetto” nella difesa a tre, emblema di una confusione tattica che rischia di peggiorare la crisi.
Il tempo stringe, e altre squadre — su tutte il Bologna e, in parte, l’Atalanta — stanno già recuperando terreno. Per Roma e Lazio servono meno alibi e più soluzioni concrete, perché i progetti possono anche essere ambiziosi, ma senza risultati rischiano di diventare solo teorie da conferenza stampa.
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