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Rassegna stampa

Roma, altra caduta all’Olimpico: fischi impietosi e crisi europea. Gasperini senza attacco né certezze

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AS ROMA NEWS VIKTORIA PLZEN EUROPA LEAGUE – La Roma continua a inseguire se stessa, ma la versione migliore sembra sempre più lontana. In campionato i risultati restano accettabili, ma in Europa League — solitamente la comfort zone dei giallorossi — la squadra di Gian Piero Gasperini è in caduta libera. L’ennesima sconfitta, maturata all’Olimpico contro il Viktoria Plzen, ha lasciato il segno: al triplice fischio lo stadio, quasi al completo, ha reagito con una bordata di fischi spietata, segnale di una crescente disillusione.

Come sottolinea Il Messaggero, il problema della Roma non è aver sottovalutato il Plzen, ma piuttosto quello di sopravvalutare se stessa. La squadra di Gasperini ora arranca nella parte bassa del gruppo, in zona ripescaggio: è ventitreesima nella classifica generale di Europa League. Nulla è ancora compromesso — la classifica è corta — ma i problemi strutturali restano identici a quelli di inizio stagione.

La Roma è una squadra spuntata, senza un vero centravanti e con una difesa che ha smesso di essere una garanzia. I titolari sono stanchi e non esistono alternative credibili. Ferguson e Dovbyk, insieme, non fanno un numero nove affidabile: il primo non incide, il secondo continua a deludere.

Contro il Plzen si è capito subito che la serata sarebbe stata storta. Dopo appena 23 minuti, i cechi erano già avanti di due reti: prima un errore goffo di Ziolkowski, poi un disimpegno sbagliato di Wesley che ha spalancato la porta a Souaré. Da lì, la Roma ha provato a reagire ma con la sensazione di giocare a vuoto, in un possesso sterile e senza idee.

L’unico squillo è arrivato dal dischetto con Paulo Dybala, che ha realizzato il rigore del momentaneo 1-2 dopo i recenti errori di Dovbyk e Soulé contro il Lille. L’argentino, almeno, ha ritrovato lucidità e precisione, ma il suo gol è servito solo a illudere i tifosi.

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Nel finale, Gasperini ha tolto i peggiori in campo: Dovbyk, fischiato sonoramente dall’Olimpico, e Soulé, visibilmente esausto, per inserire Ferguson e Ndicka. Ma la musica non è cambiata. L’irlandese non ha inciso, anzi ha confermato di non essere ancora pronto per un ruolo di primo piano.

A fine gara, Gasperini si è lasciato andare a un gesto di sconforto. In estate, avrebbe voluto un mercato diverso, con rinforzi mirati e un attaccante vero. Ma la realtà è che, oggi, la Roma si ritrova con un reparto offensivo in crisi, una difesa fragile e una piazza sempre più impaziente.

Un’altra notte amara all’Olimpico, un’altra occasione sprecata. E la sensazione, sempre più forte, che questa Roma sia ancora lontana anni luce dal suo potenziale reale.

FOTO: Credits by Shutterstock.com



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