Luca Lanzalone e Virginia Raggi

NOTIZIE AS ROMA STADIO – «Lei viene ritenuto un uomo dei Cinque Stelle?», domanda il gip nell’interrogatorio di garanzia. «Si», risponde secco Luca Lanzalone. Si ritiene organico ai grillini l’avvocato genovese arrestato con l’accusa di essersi intascato mazzette, sotto forma di consulenze, per 100 mila euro da parte dell’imprenditore Luca Parnasi. E rischia in questo modo di inguaiare ancora di più la giunta 5S e la stessa sindaca Virginia Raggi, che da oggi affronta un’altra dura prova: si apre infatti il processo alla sindaca per falso in relazione alla nomina di Renato Marra a capo della direzione Turismo del Campidoglio. Un processo che, se dovesse concludersi con una condanna, potrebbe portare alla prematura conclusione dell’esperienza di Raggi a capo del Comune di Roma, secondo quanto previsto dal codice M5S.

Ma torniamo a Lanzalone. La sua ascesa in Campidoglio inizia grazie al primo cittadino di Livorno. «La Raggi aveva ricevuto mie notizie dal sindaco Nogarin» poi mi ha contatto «via whatsapp». Si difende a spada tratta il legale. Spiega al gip che esistono due Luca Lanzalone. Quello che è stato consulente (gratis e senza contratto) per il Campidoglio per il dossier stadio fino a marzo 2017. E l’altro, il presidente di Acea, la multiutility romana dell’acqua e della luce, a partire dal 27 aprile 2017 fino al 13 giugno scorso, il giorno del suo arresto. Un unico obiettivo, disinnescare l’impianto della procura. Questa la sua tesi: quando ha ricevuto gli incarichi legali da parte di Parnasi non era più da tempo il delegato del Comune in merito alla realizzazione del nuovo impianto della Roma. Insomma non più il pubblico ufficiale con le mani impegnate a gestire l’iter amministrativo e non più, quindi, corruttibile. Una difesa che però cigola di fronte alle domande del magistrato e alle parole dall’ad dell’As Roma Mauro Baldissoni secondo cui a maggio vi è stata una riunione sullo stadio che lui stesso chiese a Lanzalone di organizzare. Ma le incongruenze sono anche altre. Al gip che gli fa notare che si sarebbe interessato spesso dello stadio dopo il marzo 2017, Lanzalone ribatte: «Solo perché ero curioso» . L’avvocato genovese, inoltre, smentisce sé stesso quando afferma che la presidenza della multiutility gli venne assegnata dalla sindaca perché non trovava «una persona che riteneva qualificata » per quel ruolo. Eppure lo stesso legale genovese in una intercettazione, spiega di aver ottenuto da Virginia Raggi la nomina nel cda di Acea come contropartita per aver sbloccato la questione stadio. Concetto ribadito da Di Maio: Lanzalone «premiato con Acea per il lavoro fatto». Infine il gip insiste sul favore dispensato dal faccendiere Luigi Bisignani con la mediazione di Parnasi. Un articolo su Dagospia da modificare in cui si facevano allusioni su una presunta relazione tra Lanzalone e Giada Giraldi. Una ragazza assunta nella comunicazione di Acea con un contratto da 55 mila euro lordi l’anno. Giraldi lunedì è stata licenziata dall’azienda romana.

(La Repubblica – D. Autieri/ G. Scarpa)

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