Edin Dzeko

ULTIME NOTIZIE AS ROMA DZEKO RISOLUZIONE – Un abbraccio a fine partita. Non cancella quello che è stato, semmai è una tregua fino al termine della stagione per inseguire un sogno di squadra e poi dire addio. Tutti e due, molto probabilmente, scrive il Corriere della Sera.

Edin Dzeko e Paulo Fonseca non hanno cambiato idea. Pensano entrambi di essere stati nel giusto quando il loro rapporto si è rotto definitivamente, cioè dopo l’eliminazione della Roma in Coppa Italia contro lo Spezia (19 gennaio) nella partita persa prima in campo e poi a tavolino per le sei sostituzioni. Dzeko ha pagato con due partite passate in tribuna, due entrando dalla panchina al posto di Mayoral e la perdita della fascia di capitano.

Nel dopo gara, giovedì sera, come sempre non si è nascosto dietro a frasi fatte: «Questo è il mio sesto anno a Roma. In questa stagione ci sono stati tanti alti e bassi, non sono stato al meglio a livello personale per tanti motivi (tra gli altri, anche il Covid; ndr). A me, però, non piace guardare indietro, quel che è successo ormai è successo. La fascia? Come ho sempre detto, la fascia di capitano è un onore. Io però gioco per la Roma, non per la fascia. Quando sono in campo voglio dare tutto per la Roma, in passato, oggi e in futuro. Conta solo questo. L’anno prossimo? È difficile pensarci adesso».

La soluzione più probabile è che la Roma gli lasci il cartellino gratis per risparmiare 7,5 milioni netti di ingaggio e per programmare il futuro con un centravanti più giovane di lui, che nel prossimo marzo compirà 36 anni. Le partite contro l’Ajax, in questo senso, sono state importanti. Dzeko ha dimostrato di saper ancora «spostare» a livello internazionale e, se davvero si arriverà a un addio, non gli mancheranno nuove possibilità. Edin si sente ancora integro e cerca un contratto almeno biennale.

Prima, però, un po’ come nella famosa serie tv su Michael Jordan, intitolata «The last dance», ci sono altre partite e un sogno da inseguire: «Dobbiamo guardare avanti. Siamo in semifinale di Europa League e in pochi se lo aspettavano. Adesso dobbiamo divertirci, non si gioca a Old Trafford ogni settimana».

Lui lo ha già fatto. E lasciando spesso il segno. Il Manchester United, infatti, è il suo terzo bersaglio preferito in carriera, al pari con Sampdoria e Hoffenheim: ai Red Devils ha segnato 7 gol, uno solo in meno degli 8 inflitti allo Stoccarda e i 9 al Viktoria Plzen.

Il primo incrocio è avvenuto con maglia del Wolfsburg, nei gironi di Champions League 2009-10: gol sia all’andata che al ritorno, ma due vittorie dei Red Devils per 2-1 e 3-1. Ancora più sentiti i derby vissuti con il Manchester City. Prima rete nella Community Shield del 2011, vinta però dallo United; clamoroso il 6-1 a Old Trafford in cui ha segnato una doppietta e mostrato il «6» con le dita ai tifosi avversari (23 ottobre 2011, entrando dalla panchina); ancora una doppietta nel 3-0 del 25 marzo 2014.

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