Conte a Friedkin: “Vuole la Roma? Ok. Ma ci faccia felici”

"Non conosco Friedkin, ma quello che mi posso augurare - ha spiegato Conte - è che se ci sono investitori stranieri, spero abbiano un piano credibile"

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Giuseppe Conte

NOTIZIE CESSIONE AS ROMA FRIEDKIN CONTE – La manovra finanziaria, il dissesto idrogeologico, la tenuta della maggioranza di governo. Per carità, tutti problemi che rubano tempo ed energie a Giuseppe Conte. Ma anche il premier ha un cuore, ed è noto che – calcisticamente parlando – batta per la Roma.

Così, sollecitato sul possibile cambio di proprietà – da James Pallotta a Dan Friedkin che vede protagonista il club giallorosso, il Presidente del Consiglio non si è tirato indietro. «Non conosco Friedkin, ma quello che mi posso augurare – ha spiegato Conte a margine di un evento a Melfi – è che se ci sono investitori stranieri, come il caso di Pallotta o dell’eventuale successore, l’importante è che abbiano un piano credibile e sostenibile nel tempo, rallegrare i tifosi come me».

Il piano per la scalata

A rallegrare Pallotta e Friedkin, in ogni caso, c’è il piano industriale prodotto dal nuovo management giallorosso coordinato dall’a.d. Guido Fienga, che nel giro di due stagioni punta a mettere in sicurezza i conti, a prescindere dall’aleatorietà dei risultati sportivi. Anche per questa annata, infatti, c’è una piano A (con la qualificazione alla Champions League) e uno B (senza), ed entrambi non possono prescindere dalla ricapitalizzazione (in 24 mesi) di 150 milioni che comincerà a fine anno, con tutta probabilità grazie ai primi 40 messi dall’attuale proprietà. Se ci sarà l’accordo sulla valutazione del club – non inferiore ai 700-750 milioni, progetto stadio compreso –, lo schema per la scalata ad opera del magnate texano (ma nato in California), re dell’importazioni delle Toyota negli Usa, potrebbe essere l’acquisizione del 20% in aumento di capitale, con opzioni legate ai risultati in campionato, all’ingresso in Champions e all’eventuale via libera per il nuovo stadio d eventualmente allo Stadio. Il tutto per evitare una Opa (Offerta pubblica d’acquisto).

Ciao arabi, sì ai fondi

Non basta. Come riportato dal «Messaggero», dalla ventina di manifestazioni d’interesse che sono giunte per la Roma alla banca d’affari Goldman Sachs, coinvolta da Pallotta, si sono defilati gli eventuali investitori arabi perché volevano più tempo per decidere, mentre sembra che ci siano stati sondaggi da parte di fondi di «private equity» come Permira, Blackstone, Kkr e Carlyle, che stanno valutando i conti.

Friedkin e la Tanzania

In ogni caso, al momento il «Friedkin Group» pare in vantaggio su tutti, tant’è che già dalla prossima settimana si aspettano novità direttamente dagli Stati Uniti, visto che il filo diretto che può esserci tra Boston e Houston, per il momento non deve passare necessariamente da Roma. Sul fronte Friedkin, poi, c’è da segnalare quanto pubblicato dal settimanale keniota «Jamhuri», che segnala indagini in Tanzania sul magnate texano per questioni legate a evasione fiscale, corruzione e bracconaggio. Impressioni? Non saranno cose del genere a fermare la trattativa. A dirimere la situazione sarà sempre la solita cosa: il prezzo. E vedrete che anche il premier Conte, da oggi in Africa per un viaggio ufficiale, si terrà informato.

(Gazzetta dello Sport)

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