Josè Mourinho

ULTIME NOTIZIE AS ROMA JUVENTUS – Tutti in fila, si vota. Di pancia, di testa o di cuore. Con grande anticipo o all’ultimo momento. Ciò che conta è che Torino e Roma – in onore a una democrazia mai data così per scontata (basterebbe vedere i dati sull’astensionismo) – domenica e lunedì siano pronte al ballottaggio elettorale, scrive La Gazzetta dello Sport.

Lo faranno anche Juventus e Roma, inseguite entrambe dall’interrogativo d’inizio stagione: dopo l’ultima annata poco brillante (pur con le debite differenze), i bianconeri di Allegri e i giallorossi di Mourinho sono pronti a inserirsi nel giro scudetto? I calciofili, naturalmente, non dovranno scegliere fra gli aspiranti sindaci del capoluogo piemontese, Stefano Lorusso e Paolo Damilano oppure fra quelli in corsa per la poltrona del Campidoglio, Enrico Michetti e Roberto Gualtieri, ma su otto candidati a essere attori protagonisti domenica sera allo Stadium. Wojciech Szczesny e Rui Patricio, Moise Kean e Riccardo Calafiori, Manuel Locatelli e Jordan Veretout, Paulo Dybala e Nicolò Zaniolo.

Tutta gente, alla loro maniera, in grado di muovere un popolo alle loro spalle. Così, proprio come per i politici in corsa per il ruolo di primi cittadini, anche bianconeri e giallorossi saranno giudicati in base all’affidabilità, al desiderio di rinnovamento, alla capacità di gestione dei problemi e al colpo di genio in grado di indirizzare una situazione delicata.

Rispetto al quartetto chiamato a gestire il potere, il vantaggio dei giocatori è innegabile. Vincitori e vinti della politica, infatti, avranno un verdetto decisivo, senza appello (a meno di sconquassi) per cinque anni, mentre quelli dello sport sono chiamati a rinascere già alla prossima gara. Ma occhio ai rilassamenti, visto che Juventus-Roma non sarà mai una sfida come tutte altre. Matita copiativa a portata di mano, quindi. Domenica si vota. Ricordandosi che perdere fa sempre male.

L’ex Szczesny prova la rimonta su Rui Patricio

Forse un po’ a sorpresa rispetto ai sondaggi, il candidato portoghese è in rimonta su quello polacco. Ovvero a inizio stagione, a 33 anni, Rui Patricio – monumento nazionale in Patria – sembrava una sorta di pretoriano dello Special One, cioè un giocatore esperto, ma che aveva visto i suoi giorni migliori altrove, mentre Wojciech Szczesny, più giovane (31 anni) e inserito da anni nello spogliatoio bianconero, pareva godere dell’affidabilità di chi non avrebbe dovuto neppure fra rimpiangere il mancato arrivo di Donnarumma. Invece, non giriamoci attorno, il portiere della Roma si è dimostrato – per affidabilità ed esperienza – una scelta estremamente azzeccata da parte dello Special One (8 gol subiti, nonostante sia fra i più impegnati della Serie A), mentre quello della Juventus, suo malgrado, stavolta ha fatto lasciare ai compagni qualche punto per strada, a Udine e Napoli soprattutto (10 reti al passivo). Morale: se i tifosi giallorossi, in principal modo fra i pali, si affidano ciecamente al loro nuovo idolo, quelli bianconeri scoprono una sospettosità figlia di altri tempi. A proposito, il polacco è anche un ex della sfida, visto che c’è stato un tempo in cui la Roma si poteva permettere il lusso di avere Szczesny come portiere titolare e Alisson come riserva. Poi la “hybris”, la tracotanza verso gli dei (del calcio), è stata pagata. Fino all’arrivo di Rui Patricio. I rimpianti, forse, adesso possono essere finalmente accantonati.

Kean e Calafiori chiedono spazio ai loro allenatori

Saranno famosi, ne siamo sicuri, ma se non ora quando? E’ con questo spirito che Moise Kean (classe 2001) e Riccardo Calafiori (2002) si avvicinano alla sfida allo Stadium, ovvero con la (grande) possibilità di esserci, ma senza averne la certezza assoluta. Assistiti entrambi dal potente Mino Raiola – che di calciatori se ne intende – alla loro età hanno addosso l’argento vivo delle leopardiane «magnifiche sorti e progressive». Il problema è che Kean non sa se il recupero (o meno) di Dybala lo confinerà in panchina, oppure se sarà lui magari ad affiancare Chiesa per un tandem tutto azzurro. Discorso diverso quello che riguarda Calafiori. Il titolare del ruolo, ovvero l’uruguaiano Viña, tornerà dagli impegni con la sua nazionale solo sabato. Buon senso farebbe pensare che, con appena ventiquattro ore di riposo dopo un viaggio del genere, José Mourinho possa lasciarlo a riposo, rilanciando il baby terzino come titolare. Il dubbio però resta, visto che circa un mese fa, con modalità analoghe, lo Special One scelse di puntare sullo stanco Viña piuttosto che su Calafiori. La partita in questioone era il derby e forse la decisione non fu felice, perché l’uruguaiano naufragò davanti a Felipe Anderson. Tra l’altro, a congiurare per Riccardo ci sarebbe anche la storia. Proprio a Torino contro la Juventus, infatti, il ragazzo – ad appena 18 anni – esordiva in Serie A da titolare. Era il primo agosto 2020 e la Roma, per la prima volta, sbancava lo Stadium per 1-3, col terzino grande protagonista con un rigore procurato e un gol annullato. Inutile dire che il giallorosso “voterebbe” per un rinnovo di mandato, ma toccherà anche a Kean provare a impedirglielo. Poi ci sarà tempo per provare il sorpasso a Morata e Viña. Anche se non sarà facile.

Classe, corsa e gol: Locatelli e Veretout di lotta e governo

Avete presente i partiti di lotta e di governo? Ecco, Manuel Locatelli e Jordan Veretout potrebbero incarnare perfettamente il paradigma di chi è chiamato al movimentismo come alla gestione. Se lo juventino ha più nelle sue corde la ricerca delle linee di passaggio e dell’assist vincente, non dimentica certo come fare a segnare. Per informazioni, basta chiedere allo sfortunato Torino visto nel derby, “matato” nel finale proprio da un gran tiro del centrocampista bianconero. Di altra pasta, invece, è il romanista. Da lui ci si può aspettare la corsa continua, il raddoppio asfissiante così come l’inserimento vincente. Non è un caso, infatti, che sono già 22 le reti segnate in maglia giallorossa, di cui addirittura 11 nella scorsa stagione. Ma anche quest’anno è partito bene, tanto che il bilancio porta un bel “4” sulla casella dei gol. Per questo ieri ha detto orgoglioso: «L’anno scorso non abbiamo vinto contro le grandi squadre, spero che quest’anno faremo di più. Abbiamo un allenatore come Mourinho che ha vinto quasi tutto, ci dà la mentalità per imporci in tutte le partite. Pian piano entrerà nella nostra testa per dirci che è importante vincere una partita come quella contro la Juve». Proprio vero, anche perché – tornato in Nazionale – il francese ha scoperto anche il gusto della vittoria grazie alla Nations League. Bello, certo, ma con tutta probabilità, un successo lontano dalla gioia provata (e fatta provare) da Locatelli grazie al trionfo nell’ultimo Europeo. La Nazionale, infatti, sta santificando sempre di più lo juventino, che a centrocampo sarà chiamato probabilmente agli straordinari vista l’emergenza che pare affliggere il reparto. Paura? Nessuna, anche se il «crash test» in mediana contro Veretout è roba per spiriti forti.

Gli “scacciaguai”: Dybala allo sprint sfida Zaniolo

Poi arriva il momento in cui certi problemi sembrano insormontabili. Impossibile “governare” senza la soluzione di alcuni rebus apparentemente senza vie d’uscita. Ecco, questo è il momento in cui arrivano loro, Paulo Dybala e Nicolò Zaniolo, capaci in qualsiasi momento di assumere la leadership per traghettare il rispettivo “partito” al di là delle secche contingenti. Dopo l’infortunio occorsogli un paio di settimane fa, l’argentino sta facendo gli straordinari per essere protagonista nella sfida di domenica. La sensazione è che possa farcela, anche se in avvio dovrebbe partire dalla panchina, pronto a subentrare anche per mettere minuti nelle gambe in vista della prossima sfida di Champions. Coincidenze. Pure il romanista è reduce da un affaticamento muscolare che gli ha fatto saltare il ripescaggio in Nazionale, stavolta senza troppi rimpianti dopo il primo taglio al momento della convocazione. Motivo in più per cercare una notte da protagonista allo Stadium, magari santificata dal primo gol in Serie A dopo il ritorno seguito al secondo infortunio. A questo proposito, come dimenticare che proprio contro la Juventus, il 12 gennaio 2020, è cominciato il calvario di Zaniolo? Insomma, il Predestinato si sente in credito con la sorte e chiede spazio alla Juve. Proprio per questo, con Dybala come asso nella manica, ci può essere sempre tanta Joya a disposizione di Allegri. Quella che serve per non avere mai paura.

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