Eraldo Affinati

ULTIME NOTIZIE AS ROMA LAZIO AFFINATIEraldo Affinati, scrittore e insegnante di italiano, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha analizzato il momento della Roma e la gara di domani sera contro la Lazio. Queste le sue parole:

Che partita si aspetta?
«È il derby della consolazione, l’ultima chance in una stagione fallimentare. Anche se la testa di noi tifosi romanisti è già tutta proiettata al futuro».

Perché la Roma di Fonseca ha deluso così tanto?
«È nata come una stagione di passaggio, Fonseca non era stato scelto dai Friedkin e il fatto che il timoniere non fosse un uomo del presidente ha influito sui risultati. Anche molti giocatori appartenevano alla passata stagione, la cosa ha inciso. Friedkin sta ripensando la squadra. Dal prossimo anno sarà tutto diverso».

Si aspettava il colpo-Mourinho? E cosa può dare di diverso rispetto a Fonseca?
«No, non me l’aspettavo. Ma dimostra come il presidente abbia una visione strategica nuova. Ora speriamo che anche Mou abbia le motivazioni giuste, visti gli ultimi risultati non brillanti. E proprio le motivazioni sono la cosa che può dare in più alla squadra. Lui in questo è un maestro, un trascinatore. Conterà molto l’energia che riuscirà a trasmettere ai giocatori. All’ambiente ci sta già riuscendo senza neanche essere presente. E forse con lui anche questa stagione poteva avere un finale differente».

Cosa può contare domani per giocare un grande derby?
«È interesse dei calciatori stessi giocarlo al 100%. Sono tutti sotto osservazione del nuovo mister e poi sono dei professionisti, dovessero giocare male sarebbero i primi a risentirne. Io mi sto appassionando molto a Darboe. Alla Penny Wirton insegno a tanti ragazzi che sono come era lui tre anni fa. E molti si identificano in lui, è la dimostrazione che i sogni possono diventare realtà. Sarebbe bello che il derby lo decidesse proprio lui, sempre che giochi. Che bella storia di integrazione sarebbe…».

Per chiudere, Dzeko può essere il centravanti titolare anche con Mourinho?
«A 35 anni è uno che può ancora fare la differenza. Ma dipenderà tutto dal rapporto che riuscirà a creare con lo stesso Mourinho».

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