Rassegna stampa
Roma minimalista ma vincente: con Gasperini è la squadra che ha fatto più punti nel 2025. Soulé simbolo del nuovo pragmatismo giallorosso
AS ROMA NEWS FIORENTINA GASPERINI SOULE – “Less is more”, dicevano gli architetti del Bauhaus. E mai motto sembra più adatto per descrivere la Roma di Gasperini, capolista insieme al Napoli dopo sei giornate e regina assoluta del 2025 per punti conquistati. Sette gol in sei partite bastano per tenere la squadra in vetta con 15 punti, ma soprattutto con una solidità e un cinismo che stanno diventando il marchio di fabbrica del nuovo corso giallorosso.
Come scrive Il Messaggero, la Roma ha conquistato 64 punti nell’anno solare, più di chiunque altro — otto in più del Napoli, fermo a 56. Quattordici delle venti vittorie ottenute nel 2025 sono arrivate di misura, segno di una squadra pratica, matura e capace di soffrire. Non la più spettacolare, forse, ma sicuramente la più efficace.
Gasperini lo sa bene: «Nessuno ci dà credito nella lotta per il vertice», ha detto dopo il successo di Firenze. E in effetti l’opinione pubblica continua a guardare a Napoli, Inter, Milan e persino alla Juventus come favorite per lo scudetto. Ma intanto, i numeri raccontano un’altra verità: quella di una Roma solida, concreta e impenetrabile.
Il tecnico piemontese, arrivato dopo l’era breve ma organizzata di Ranieri, ha scelto di adattarsi al contesto con pragmatismo. Manca un attaccante capace di “strappare”, e allora Gasp ha costruito un sistema basato su equilibrio e disciplina tattica, rinunciando in parte al suo calcio fluido e verticale per abbracciare un modello più compatto e razionale.
La Roma di oggi è una squadra austera ma granitica, con la miglior difesa del campionato (solo due reti subite). Basti pensare che gli avversari devono affidarsi agli episodi o, come a Firenze, a un rimpallo tra Mancini e Celik per segnare. Il terzino turco, in crescita costante, è diventato uno dei simboli della Roma “scabra e serissima” che Gasp ha modellato.
L’altro volto di questo nuovo equilibrio è Matías Soulé. L’argentino ha preso per mano la squadra nel momento in cui Dybala si è fermato, e ne è diventato il riferimento tecnico e mentale. In quattro delle cinque vittorie di campionato, c’è la sua firma: gol, assist o entrambe le cose, come nella rimonta di Firenze. Il suo sinistro è l’arma in più di una Roma che, pur con pochi gol, massimizza ogni occasione.
Certo, manca ancora un centravanti davvero incisivo — e in attesa che il mercato o il campo offrano risposte, Gasperini continuerà a far di necessità virtù. Intanto, il tecnico ha chiuso ironicamente anche alcune illusioni di inizio stagione: chi aveva paragonato Ferguson a “Van Basten”, ricorda Il Messaggero, “forse era un allenatore irlandese di nome Alan Matthews, e qualche gonzo gli è andato dietro”.
Ora lo sguardo è già rivolto al big match con l’Inter, alla ripresa dopo la sosta. I nerazzurri sono apparsi la squadra più brillante del momento, ma la Roma ci arriverà da capolista e con il miglior rendimento dell’anno solare. Non sarà l’Atalanta del passato, non sarà una macchina da gol, ma questa Roma ha trovato la sua identità: minimalista, cinica, essenziale. E, soprattutto, vincente.
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