Rassegna stampa
Roma, la dura legge del gol: Dovbyk e Ferguson deludono, Gasperini pensa a un attacco leggero con Dybala e Soulé
AS ROMA NEWS GASPERINI DYBALA SOULE – La “dura legge del gol” cantata da Max Pezzali torna d’attualità e colpisce in pieno la Roma di Gasperini, fermata dall’Inter nonostante una prestazione coraggiosa. Come riporta Francesco Balzani su Leggo, i giallorossi hanno mostrato qualità e determinazione, ma ancora una volta è mancata la freddezza sotto porta, proprio nel reparto in cui il tecnico piemontese aveva chiesto rinforzi precisi in estate.
I numeri parlano chiaro: 15 tiri verso la porta di Sommer, di cui cinque chiare occasioni da gol. La più clamorosa, quella fallita da Dovbyk, che a porta spalancata ha spedito alto di testa. Un errore che fotografa alla perfezione il momento difficile dell’attacco romanista, lontano anni luce dai tempi dei bomber come Pruzzo, Montella, Batistuta, Dzeko o Lukaku.
Ancora peggio, al momento, sta facendo Ferguson: zero gol e una flessione atletica evidente, che ha convinto Gasperini a retrocederlo nelle gerarchie offensive. Ora il tecnico valuta il da farsi: da un lato vorrebbe rilanciare Dovbyk, di proprietà della Roma e quindi da valorizzare anche in ottica futura; dall’altro, l’imminente ritorno di Bailey apre a un’ipotesi diversa, quella di un attacco leggero e tecnico, con Dybala, Soulé e il giamaicano a comporre un tridente rapido e imprevedibile.
In attesa di gennaio, quando Gasperini si aspetta un nuovo innesto offensivo: in cima alla lista c’è Joshua Zirkzee, oggi al Manchester United, che potrebbe arrivare in prestito, ma i giallorossi seguono anche Promise David dell’Union Saint-Gilloise.
C’è poi un altro dato che preoccupa: il rendimento casalingo. In cinque gare all’Olimpico, la Roma ha raccolto tre sconfitte (contro Torino, Lille e Inter) e appena due vittorie, sofferte, contro Bologna e Verona. Numeri che ribaltano il trend delle gestioni Mourinho, De Rossi e Ranieri, quando l’Olimpico era un vero fortino.
Un problema che Gasperini conosce bene: anche a Bergamo, con l’Atalanta, la sua squadra rendeva meglio in trasferta. Lo stesso tecnico lo ha ammesso: “Fuori casa il mio gioco si sviluppa meglio, le avversarie lasciano più spazio.” Ma per inseguire la zona Champions League, servirà ritrovare il feeling anche con l’Olimpico — e, soprattutto, con il gol.
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