Radja Nainggolan

(Il Tempo – E. Menghi) La grande ingiustizia. Nainggolan resta fuori dal Mondiale e dice addio alla Nazionale. Succede tutto nel giro di un’ora,il ct Martinez ufficializza la lista dei 28 convocati del Belgio (in 23 andranno in Russia, il taglio sarà fatto il 4 giugno) in cui il Ninja non compare nemmeno tra le riserve e giustifica la scelta impopolare in conferenza stampa: «Sappiamo che Radja è un top player. La ragione è tattica, negli ultimi 2 anni la squadra ha giocato con un determinato modulo e c’erano giocatori nel suo ruolo. Sappiamo che è importante nel suo club, ma il mio compito qui è di creare una squadra vincente». Parole che suonano come una presa in giro per il centrocampista, amato dai tifosi ma mai entrato in sintonia con l’allenatore: «Essere se stessi a volte può dare fastidio», commenta senza filtri sui social mentre annuncia l’addio al Belgio: «A malincuore termina la mia carriera internazionale. Ho fatto di tutto per poter rappresentare la mia nazione. Da oggi sarò il 1° tifoso. Dispiace anche per Perotti non convocato dall’Argentina». Già 9 mesi fa Radja aveva minacciato di smettere dopo la mancata convocazione per le qualificazioni, ritrattando poi. Stavolta la decisione è definitiva, l’avventura si chiude con 30 presenze dal debutto del 21enne dalle belle speranze al sogno svanito del 30enne diventato «top player» che non avrà l’occasione di giocare la Coppa del Mondo. Ingiustamente.

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