Tiago Pinto

ULTIME NOTIZIE AS ROMA TIAGO PINTO – Domanda: per la Roma, c’è qualcosa di apparentemente più importante del Manchester o – perché no? – di una eventuale finale di Europa League a Danzica? Probabilmente sì. C’è un progetto di futuro, che potrà essere anabolizzato o meno a seconda del budget a disposizione, ma le cui linee guida sembrano tracciate, scrive La Gazzetta dello Sport.

L’esecutore del piano è un giovane finora schivo, il general manager Tiago Pinto, appena 36enne, su cui raccontano ci sia rimasto male per le considerazioni gelide che gli hanno riservato quelli che lo ha preceduto in giallorosso, Sabatini e Petrachi. Ma il passato spesso è solo legna da ardere, ed è per questo che in una strategia ancora da definire, interpretare le sue linee guida è molto utile per cercare d’immaginare la squadra che verrà.

Tanta gratitudine a Paulo Fonseca, che gli ha facilitato il suo inserimento nella Roma, ma la comune nazionalità portoghese non è certezza di permanenza, agli occhi di Pinto. Al momento alla fine del percorso europeo se ne parlerà, anche se – qualora i tempi fossero abbreviati – nessuno se ne dispiacerebbe.

Detto che Fonseca ha una clausola di permanenza in caso di qualificazione in Champions, il g.m. monitora anche altri tecnici. Se Allegri sembra più lontano, chi cura gli interessi di Sarri lo ha proposto, così come è noto che Pinto stimi Conceiçao del Porto (giudicato però troppo accentratore) e Amorim dello Sporting (ma ha una clausola di rescissione da 30 milioni). Insomma, la questione panchina è ancora aperta. E non sarà la Retexo – la società a cui i Friedkin si appoggiano – a risolverla, perché si occupa di dirigenti e non di tecnici e calciatori.

La rosa della prossima stagione avrà 22 giocatori, due per ruolo per stimolare la concorrenza, con 18 per la prima squadra e 4 Primavera. L’età media si abbasserà, ma Pinto sa che in Italia solo con i giovani non si vince, così saranno utili senatori come Mkhitaryan (su cui c’è ottimismo sul rinnovo) e Smalling, pronti a dare l’esempio ai ragazzi.

L’80% del budget sarà investito appunto sui 18, con l’idea di spendere soldi per i cartellini solo per chi ha meno di 28 anni. L’idea dei parametri zero non è scartata in partenza, ma in genere è rappresentata da gente a caccia di ingaggi alti, mentre un altro degli obiettivi è di tagliare gli stipendi in modo sostanzioso. Per questo sarà fondamentale cedere tutti coloro che sono in prestito, a cominciare da Nzonzi, Olsen, Florenzi, Under, Kluivert, per poi arrivare a Coric, Bianda, Riccardi e Antonucci.

Grazie anche al fair play finanziario allentato, l’intenzione è di non cedere i big giallorossi. Anzi, proprio per questo, ci sono tanti rinnovi da affrontare, da Pellegrini a Villar fino a Zaniolo. Certo, le plusvalenze fanno comodo, ma si spera in nuovi introiti. Comunque, per non spendere troppo occorre puntare sui mercati di seconda fascia: Usa, Belgio, Olanda e Serbia, per fare qualche nome. Non è un caso che piaccia Teun Koopmeiners dell’Az.

Sul fronte Dzeko si sta facendo strada l’ipotesi di una risoluzione a fine stagione. Invece Mayoral resterà probabilmente ancora con la formula del prestito, mentre per il futuro piace un profilo di attaccante alla Belotti, per intendersi.

In linea di massima, non si vorrebbe investire cifre importanti per il portiere, ma la situazione di Lopez resta monitorata.

Un contatto con Pedro Ferreira, capo scouting del Benfica, c’è stato, ma non si muoverà. In ogni caso, il settore giovanile sarà destinato a cambiare. il d.s. De Sanctis, col contratto in scadenza, sarà confermato, mentre Alberto De Rossi pare destinato a lasciare la Primavera per assumere un altro incarico.

Inutile nasconderlo, per chi viene dall’estero Totti è ancora il simbolo della Roma. Vale anche per Pinto che lo ha incontrato e ci ha parlato al telefono. L’ex capitano sembra contento del suo ruolo di talent scout, ma il portoghese sa che se un giorno Totti tornasse in giallorosso non sarebbe una sorpresa.

I titoli di coda sono sulla proprietà. Grande sinergia con Dan e Ryan Friedkin. Certo, la loro esperienza di calcio è limitata, ma ciò non toglie che l’ultima parola sia sempre la loro. E se 10 anni fa la nuova Roma americana riceveva il battesimo in Europa League venendo eliminata ai preliminari dallo Slovan Bratislava, nel 2021 la semifinale è già in cassaforte. Segno che la svolta della famiglia Friedkin comincia a farsi subito notare.

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