«Inspiegabile». Stephan El Shaarawy l’aveva immaginata certamente diversa la notte della sua prima doppietta europea, così come Florenzi aveva immaginato diverso il suo primo gol da papà, dedicato alla piccola Penelope. E anche Totti aveva immaginato in altro modo la centesima partita europea, magari con la centesima rete sotto la guida di Spalletti in panchina. Non c’è niente di tutto questo: El Shaarawy ha segnato, Florenzi pure (e sono usciti entrambi acciaccati), il capitano ha regalato due assist. Ma sono serviti a poco, anzi a nulla, visto che il pareggio contro l’Austria Vienna sa tanto di sconfitta.

BUIO – «Non so cosa sia successo – dice uno sconsolato El Shaarawy, il primo a chiedere di essere sostituito quando la Roma era ancora in vantaggio –, ma senza continuità non si va da nessuna parte. Abbiamo perso una partita già chiusa». Perso no, ma l’aria che tira è quella. «Questi gol incassati ci devono far riflettere – ammette l’attaccante – perché non dobbiamo tornare indietro. La partita, fino a quel momento, era stata buona, adesso dobbiamo pensare al Palermo». Almeno lui potrà pensarci col sorriso, visto che con Perotti out, probabilmente giocherà di nuovo dal primo minuto (dolore alla caviglia sinistra permettendo): «Sono contento per la mia prestazione e per i gol, ma non posso non essere arrabbiato per il pareggio dovevamo vincere e dare continuità al successo di Napoli».

DELUSIONE – Un anno fa, era il 20 ottobre come ieri, la Roma di Garcia giocava più o meno la stessa folle partita a Leverkusen: nel giorno in cui l’ex romanista firmava con il Marsiglia (e a Trigoria e Boston brindavano per i quasi dieci milioni lordi d’ingaggio risparmiati), la sensazione è che nonostante il cambio di allenatori, giocatori e direttori sportivi; gli atteggiamenti e i problemi della Roma siano sempre gli stessi.

POCO CONCENTRATI – «È stato un peccato – dice Gerson, che con la Roma non aveva mai giocato 90’ –, la partita era chiusa. Dobbiamo lavorare per fare bene domenica, visto che la colpa di questo pareggio è di tutti». Giovani e senatori, come Florenzi, provano a spiegare: «Non ci dobbiamo preoccupare, ci deve prendere un fuoco dentro che a volte non abbiamo. Sul 3–1 non si possono prendere due gol in due minuti, chiunque sia l’avversario. Questi alti e bassi non hanno senso, in una partita così vanno presi i tre punti. Non è mancato l’impegno, ma la concentrazione». D’accordo anche Nainggolan: «Sul loro secondo e terzo gol ci siamo addormentati. Dopo il successo di Napoli nessuno si poteva aspettare questo pareggio perché se stecchiamo certe partite poi dobbiamo rincorrere».

(Gazzetta dello Sport – C. Zucchelli)

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