Dzeko sfida Icardi. Al tavolo della Roma ha voglia di fare tris

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Da ragazzo era soprannominato «il Lampione» per le caratteristiche fisiche, non proprio un complimento per chi sogna di fare il centravanti di un calcio ‘moderno’, ma a Edin Dzeko in fondo è quello che viene chiesto: illuminare. E il centravanti della Roma lo fa alla sua maniera: segnando gol.

Da domenica prossima il centravanti giallorosso lotterà per riprendersi il primo posto nella classifica dei cannonieri che Icardi gli ha sottratto appena prima del periodo natalizio. Anche perché c’è da dare retta alla sentenza promulgata prima di Juve-Roma dal suo c.t. Bazdarevic: «Pjanic vincerà lo scudetto, ma Dzeko sarà il capocannoniere della Serie A».

Al di là del fascino dei numeri personali, le seconde stagioni di Dzeko al Wolfsburg e al City hanno portato al migliore dei risultati possibili: due vittorie nei rispettivi campionati che hanno avuto dimensioni storiche. Inutile dire che la Roma conti parecchio nei corsi e ricorsi, visto che l’attuale (prolifica) stagione giallorossa ha ancora tutte le potenzialità per diventare scudettata.

Certo, le percentuali realizzative delle seconde stagioni in Germania e Inghilterra sono state superiori all’attuale (23,64 al Wolfsburg, 19,72 al Manchester City e 16,88 alla Roma), ma l’esito è sufficientemente rassicurante per puntare in alto. Forse non sarà mai così «cattivo» come vuole Spalletti, ma la Roma ha bisogno dei suoi gol per tornare a pensare in grande, o quanto meno per tornare nell’Europa che conta. La Juve e Icardi sono avvisati.

(Gazzetta dello Sport)

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