Tammy Abraham

ULTIME NOTIZIE AS ROMA ZORYA ZANIOLO ABRAHAM – Il biglietto per il passaggio del turno è stato staccato. Infatti, se il bicchiere della Roma, in Conference, è a sorpresa più vuoto che pieno, certo non dipende dalla doppia prova contro lo Zorya, che veleggia all’86° posto nel ranking Uefa, scrive La Gazzetta dello Sport.

Dopo lo 0-3 dell’andata i giallorossi maramaldeggiano anche all’Olimpico con un 4-0 santificato dalle reti di Perez, Zaniolo e dalla doppietta di Abraham. Tutto questo – in attesa dell’ultimo turno a Sofia – a meno di harakiri dal Bodo, vale per ora solo il 2° posto nel girone, il che significa dover giocare il playoff contro una delle eliminate della Europa League.

Ma è il presente che conta, e quindi Mourinho può sorridere per il gol ritrovato sia da uno straripante Zaniolo che dal redivivo Abraham. Insomma, la nuova coppia funziona. «È stata una vittoria importante – dice lo stesso Nicolò – perché abbiamo passato il turno. La nuova posizione mi piace, ma davanti posso giocare in tutte le posizioni. Le panchine mi hanno fatto riflettere e le ho accettate. Io vivo di pressioni e mi piace rispondere sul campo. Mou mi ha insegnato a non accontentarmi».

Si vede dalla formazione. Il portoghese vira su un 3-5-2 a trazione anteriore che, davanti Mancini, il redivivo Smalling e Kumbulla, vede Veretou vertice basso di una mediana a triangolo, che ha Perez e Mkhitaryan più alti, alle spalle di Zaniolo e Abraham di punta, con Karsdorp ed El Shaarawy esterni a tutta fascia. Morale: nell’emergenza almeno 5 giallorossi giocano non nei ruoli consueti, ma l’impasto che ne viene fuori è gradevole, anche per via della sprovvedutezza degli ucraini.

Il loro 4-4-2 costruisce buone manovre offensive, ma lascia praterie alle spalle dei difensori centrali molto larghi e dei terzini altissimi. Quello che Mourinho desidera maggiormente. Così, è la Roma che conduce le danze alla sua maniera, avventandosi con ferocia negli spazi. In realtà, già al 7’ Abraham aveva sciupato un grande assist di Zaniolo a due passi dalla porta, ma al 15’ non sbaglia invece Perez, che segna dopo un grande assist del Faraone. Lo Zorya comincia a sciogliersi, così il portiere al 28’ deve deviare su Zaniolo, però nulla può al 34’ quando lo stesso azzurro, servito da Veretout, ritrova quella rete che gli mancava da agosto. A quel punto comincia a esserci aria da tiro a bersaglio, visto che al 40’ l’arbitro assegna un rigore ai giallorossi per fallo di Kabalev su Perez, ma Veretout dal dischetto si lascia parare il tiro.

La valanga sullo Zorya però non si arresta neppure dopo l’intervallo, perché dopo appena trenta secondi arriva il tris. Zaniolo manda al bar il suo marcatore con una finta, così l’assist per Abraham è solo da spingere in porta, cosa che finalmente all’inglese riesce. Gli ucraini sbandano e perciò al 30’ c’è spazio anche per la doppietta di Abraham in rovesciata e per l’esordio in giallorosso di Missori, 17 anni, che ha voluto il pallone in regalo. E l’inglese dice: «È molto importante per me avere Mou, ha allenato i migliori al mondo e anche io voglio migliorare. Posso farlo perché conosco le mie qualità e cosa posso dare alla squadra. Da attaccante vorrei segnare sempre. Zaniolo è fortissimo e con lui mi trovo bene. Così possiamo vincere la Conference».

Alla fine perciò Mourinho è sereno. «Dovevamo vincere il girone, però abbiamo passato il turno anche se lo Zorya non è di alto livello. Abraham si sta abituando alla squadra. Può segnare di più e lo farà, mentre a Zaniolo non credo gli abbia fatto bene la panchina. A Genova avevo pensavo che non era abituato a giocare da attaccante, invece stavolta ha fatto molto bene. Ha grandi potenzialità, ma tanto da imparare tatticamente, senza contare che ha cicatrici emozionali per gli infortuni, come è successo con la Juve quando è uscito per paura. Lasciamolo tranquillo, così potrà essere di aiuto anche a Mancini in Nazionale». E ce ne sarebbe proprio bisogno.

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