James Pallotta

NOTIZIE AS ROMA STADIO – Lo stadio della Roma, l’inchiesta e il terremoto in Campidoglio. Nel giorno in cui Luca Parnasi, l’imprenditore arrestato, si dimette dalla presidente di Eurnova, i suoi legali fanno sapere che il progetto per l’impianto può andare avanti. Il tutto in attesa della nomina dei nuovi vertici della società che dovranno poi decidere il da farsi: tra gli ipotetici acquirenti dei terreni di Tor di Valle spunta anche la stessa As Roma. James Pallotta, per non perdere ulteriore tempo, è disposto a scendere in campo: diventerebbe il proponente unico del progetto di Tor di Valle. Intanto Acea ha nominato Michaela Castelli presidente del cda al posto di Luca Lanzalone, arrestato la settimana scorsa. Quest’ultimo rimane membro del consiglio: per deporlo serve una riunione dell’assemblea. Per l’accusa l’avvocato genovese è una figura chiave dell’inchiesta. Tra le carte spunta un’intercettazione tra Parnasi e l’ad di Banca Carige Paolo Fiorentino nella quale il primo chiede una consulenza per l’amico: «Fagli fare qualche cosa anche a Lanzalone, dagli 50- 30mila euro di consulenza, fagli fare una cazzata! Costruiamo questo percorso a tutto tondo, così quando è il momento…… » . Il costruttore voleva ingraziarselo perché sapeva quanto l’ex presidente Acea contava in giunta, anche se lui al gip ha detto di non «aver mai ricevuto un euro». Ma che fosse potente lo ha confermato anche Virginia Raggi nella sua seconda audizione davanti ai pm. La sindaca, oltre a ribadire la sua centralità nella vicenda dello stadio, ha spiegato che «l’avvocato Lanzalone si è occupato anche di altri dossier, sempre come consulente a titolo gratuito. Tra essi ricordo il dossier Multiservizi e le questioni relative ai Mercati generali. La prima volta che ci vedemmo, alla presenza di Colomban e Meleo, parlammo di Atac e altre controllate » . Quando il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Barbara Zuin le chiedono chi le ha consigliato di nominare Giampaoletti come dg del Comune, Raggi risponde: « Fu Lanzalone » . E fu sempre lui, precisa la sindaca, a presentare il commissario Ipa, Fabio Serini. Ed è stato lo stesso Franco Giampaoletti a dire ai magistrati « di essersi sempre relazionato con Lanzalone, riferendogli l’andamento della interlocuzione con i privati sullo stadio. Lo ritenevo una persona esperta. Ci siamo confrontati anche anche su altre questioni che interessavano il Comune, ad esempio su Atac». Negli ultimi giorni, peraltro, la sindaca e il dg si sono finalmente incontrati. Il direttore ha chiarito la sua posizione e poi ha chiesto, alla luce dell’inchiesta, cosa ne sarà di lui. Raggi ha preso tempo. Nel frattempo i carabinieri del nucleo investigativo stanno cercando di recuperare le conversazioni telefoniche dal cellulare di Lanzalone: da un primo esame sembrerebbero essere state cancellate. Stamattina è prevista l’udienza del tribunale del Riesame chiamato a valutare una serie di posizioni. Ieri, intanto, sono tornati liberi il braccio destro di Luca Caporilli e l’ex assessore all’Urbanistica Pd Michele Civita. Lascia il carcere Caporilli che ha iniziato a collaborare, chiarendo il “sistema Parnasi”. Per il consigliere Pd, che ha definito il suo rapporto con Parnasi «un grave errore», il giudice ha disposto l’obbligo di firma.

(La Repubblica – M. E. Vincenzi)

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