La sortita domenicale di Spalletti – che in un tranquillo e vincente post-partita ha legato il suo futuro al rinnovo di Totti («altrimenti me ne vado anche se faccio il triplete») – ha stupito il club e spaccato la tifoseria proprio per la sua gratuità. A domanda sul suo rinnovo di contratto, perché a lungo tirare in ballo Totti, che ancora deve decidere se continuare a fare il calciatore? «Ossessione», hanno titolato molti giornali. In realtà, tutti gli osservatori hanno interpretato la mossa di Spalletti – totalmente fuori contesto – come solo un modo per uscire dall’angolo, viste le voci che lo vogliono corteggiato dalla Juventus e pare anche da Milan e Arsenal.

Inutile dire che l’eloquenza di Spalletti ha colto di sorpresa anche il club. Non solo, anche le nuove accuse ai giornalisti («poco simpatici») sono state considerate fuori luogo, tanto più che in questi giorni la dirigenza cerca intelligentemente una sinergia con i media per la questione del nuovo stadio. E allora, perché farsi terra bruciata attorno? Insomma, il messaggio che filtrava ieri dalla società era chiaro: le parole di Spalletti erano «decontestualizzate» rispetto al momento, e la preghiera è indirizzata ai media è stata una: «Consideratelo per quello che fa sul campo, non per quello che dice». Tutto qui? Non proprio. A Trigoria c’è chi dice che quello di Spalletti possa essere un messaggio a Pallotta (in arrivo a marzo) per anestetizzare un nuovo caso Totti, ma in realtà molti pensano che il «problema» non finirebbe con l’addio al calcio del numero dieci. Il suo futuro ruolo di dirigente apicale, infatti, potrebbe portarlo a convivere con Spalletti (se resterà) in modo difficile. Insomma, ciò che filtra è che – se Spalletti resterà alla Roma – sarà dura che Totti chieda di prolungare, ma nulla può essere escluso perché l’allenatore toscano potrebbe anche decidere di accettare la corte di altri club che possano offrirgli maggiori chance di vittoria.

(Gazzetta dello Sport)

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