Rassegna stampa
Roma, Soulé è diventato grande: da promessa a leader tecnico con Gasperini. Gol, assist e maturità per l’erede di Dybala
AS ROMA NEWS SOULE DYBALA – C’è un momento, nella carriera di ogni calciatore, in cui il talento smette di essere promessa e diventa sostanza. Per Matías Soulé quel momento è arrivato a Firenze, in un pomeriggio di ottobre che resterà inciso nella memoria dei tifosi romanisti. Gol del pareggio, assist per Cristante, vittoria al Franchi e primo posto in classifica insieme al Napoli: un sigillo perfetto sul percorso di maturazione di un ragazzo che oggi è diventato il cuore pulsante della Roma di Gasperini, riporta Il Corriere della Sera.
Quando due estati fa approdò nella Capitale, dopo la positiva parentesi al Frosinone, l’argentino classe 2003 era un investimento da 30 milioni di euro e un progetto per il futuro. All’inizio, il suo impatto non fu immediato: qualche lampo, molte pause, e un adattamento che sembrava procedere a rilento. De Rossi lo aveva fortemente voluto, Juric lo aveva accantonato, ma fu Claudio Ranieri a ricostruirne fiducia e consapevolezza. Poi, con Gian Piero Gasperini, è arrivata la definitiva consacrazione.
«Per me Soulé è un attaccante», disse Gasp nella sua prima conferenza da allenatore della Roma. «Deve segnare, fare assist e procurare cartellini gialli agli avversari».
Da quella frase è partito un nuovo corso. L’argentino ha fatto propri i principi del tecnico piemontese e si è trasformato in un giocatore decisivo, completo e continuo. Oggi è l’elemento più imprevedibile e produttivo del reparto offensivo giallorosso, capace di cambiare ritmo e partita con un dribbling, una giocata, un’invenzione.
I numeri raccontano meglio di qualsiasi aggettivo la sua crescita: nel 2025 Soulé ha già collezionato 1735 minuti in Serie A, pari al 74% del totale disponibile, realizzando 7 gol e 7 assist — una partecipazione diretta a una rete ogni 123 minuti, che lo rende il miglior finalizzatore della Roma.
La svolta è datata 13 aprile 2025, giorno del derby contro la Lazio. Il suo gol dell’1-1, un sinistro a incrociare che accese l’Olimpico, cambiò la sua stagione: da lì in poi, 5 reti e 6 assist nelle ultime 13 partite, con un contributo diretto in 11 dei 17 gol realizzati dalla squadra e 16 punti conquistati grazie alle sue giocate.
Con Gasperini, Soulé ha trovato la collocazione ideale: più vicino alla porta, libero di muoversi tra le linee ma responsabilizzato nel finalizzare. Il tecnico, riconoscendone il talento, ha deciso di costruire la manovra attorno a lui, anche a costo di spostare Dybala in posizione più defilata. Una scelta che racconta più di mille parole la nuova gerarchia tecnica della Roma: il testimone, di fatto, è già passato.
In campo, Soulé gioca con una leggerezza contagiosa ma con la consapevolezza di chi sa di poter cambiare le partite. Spesso, tra un dribbling e un tiro, lo si vede tenere le dita incrociate: un gesto scaramantico, forse, o un modo per restare concentrato e ricordarsi che fortuna e talento, nel calcio, vanno di pari passo.
E se il futuro della Roma passa anche dalla convivenza con Dybala, l’impressione è che Soulé abbia già preso la corsia di sorpasso: con le dita incrociate, i piedi ben saldi a terra e lo sguardo fisso su un orizzonte che, per la prima volta, profuma di grandezza e maturità.
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