Tammy Abraham

AS ROMA NEWS BETIS MOURINHO EUROPA LEAGUE – “Perdo un uomo a partita, l’assenza di Wijnaldum è drammatica”, lo sfogo di Mou fotografa la realtà, sgretolatasi giorno dopo giorno. La Roma che affronterà domani il Betis a Siviglia è in emergenza: mancano Zaniolo e Dybala, non c’è l’olandese da tempo, Celik è fuori e Karsdorp è appena rientrato.

Come riferisce Il Messaggero, le scelte se non sono obbligate, poco ci manca. La forte tentazione del doppio centravanti (e sarebbe la prima volta dall’inizio), avendo perso due dei trequartisti titolari, Mou ce l’ha e ieri li ha provati. Il doppio attaccante si incastra bene nel 3-5-2, che la Roma quest’anno ha esibito da inizio gara solo a Udine, fino alla défaillance di Karsdorp sul gol di Udogie. Un modulo, invece, ammirato lo scorso anno (dalla sfida di fine novembre con il Genoa a Marassi e per otto partite di fila, per poi riproporlo in casa con l’Atalanta, alternando là davanti Zaniolo o Shomurodov al fianco di Abraham).

Un sistema di gioco che non prevede trequartisti, e farebbe al caso della Roma. L’unico calciatore, tra i titolari, bravo a stare sottopunta è Pellegrini, che in questo caso si abbasserebbe tra i mediani Cristante e Matic, con licenza di andare in verticale ad attaccare la porta. Un modulo che garantirebbe a Mou di mantenere una buona copertura in mezzo al campo e allo stesso tempo una doppia presenza fisica sotto porta, con appunto il Gallo (o Shomurodov) e Tammy.

Mou sta cercando soluzioni offensive, vista la carenza di reti segnate fino a ora, solo dodici su 12 partite. Pellegrini e Abraham – numeri alla mano – sono tra i peggiori per reti segnate rispetto alle occasioni avute: per il capitano il rapporto è di -2,9, per l’inglese -2,8. Il Betis, giovedì scorso, si è schierato a specchio, e con la maggiore velocità nel palleggio ha messo in difficoltà la Roma. Con tre uomini in mezzo sarebbero più semplici i raddoppi, vista la superiorità numerica.

Ricordiamo che la Roma ha la necessità di non perdere a Siviglia, per non lasciare margini al Ludogorets (e rendere inutile l’eventuale vittoria a Helsinki da parte dei giallorossi) che dovrà affrontare la formazione di Pellegrini con la qualificazione in tasca. E’ chiaro che la posizione di Lorenzo dovrà essere determinante: o al fianco di Abraham in una posizione di trequarti o andare lui stesso a fare la seconda punta, come spesso gli accade. Se questa sarà la formazione che Mou schiererà domani a Siviglia, nell’undici saranno presenti solo due nuovi, il Gallo e Matic.

Il 3-5-2 è un modulo che la Roma conosce bene, non sarebbe una vera e propria rivoluzione, ma solo un necessario ritorno al passato. L’incognita: Belotti e Abraham non sono ancora affiatati e saranno necessari i cross degli esterni, che dovranno entrare meno dentro al campo (e dialogare con i trequartisti), come di solito piace fare a Spinazzola, in questo caso potrà essere insidiato da ElSha, che lo scorso anno si è distinto spesso come uomo a tutta fascia.

Con il 3-4-2-1 sarebbe El Shaarawy ad affiancare Pellegrini nel ruolo di trequartista, lasciando in mediana la coppia ormai di fatto, Matic-Cristante e davanti il solo Tammy, che deve sbloccarsi in Coppa. In questo caso la Roma sarebbe più o meno identica a quella della passata stagione, con il solo Matic unica novità stagionale. Facile comprendere quanto veramente manchi un uomo come Wijnaldum, a parte Dybala e lo squalificato Zaniolo.

L’olandese è come Pellegrini, in grado di partire dal basso ed essere pericoloso nel ruolo di trequartista. La maledizione che si è abbattuta sulla Roma ha fatto saltare i piani a Mourinho, che ha sempre considerato come stella polare della stagione la formazione che ha affrontato il Tottenham in estate, con i Fab Four insieme in contemporanea. Un qualcosa che, tra un infortunio e una squalifica, è capitata solo per pochi minuti, 113: 68 con la Salernitana, 45 con la Cremonese. Troppo poco.

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