Rassegna stampa
Roma, Gasperini come ai tempi dell’Atalanta: tra esperimenti e difficoltà offensive, serve pazienza per costruire il progetto
AS ROMA NEWS GASPERINI – Quattro sconfitte nelle prime cinque partite: così iniziò l’avventura di Gian Piero Gasperini all’Atalanta, una storia poi trasformata in un modello di successo, con vittorie, spettacolo e qualificazioni in Champions League. Ecco perché, nonostante le difficoltà di questi primi mesi in giallorosso, a Trigoria non è tempo di processi. Il percorso della Roma targata Gasperini alterna infatti momenti positivi, che le hanno permesso di rimanere nel gruppo delle seconde in Serie A, ad altri più oscuri, come quelli vissuti in Europa League, dove sono arrivate due sconfitte casalinghe e una sola vittoria.
Come scrive Il Tempo, la battuta d’arresto contro il Viktoria Plzen ha lasciato amarezza, ma non panico. La sensazione generale è che si tratti di un passo indietro nel percorso di crescita, da archiviare senza drammi ma con la consapevolezza che serva maggiore lucidità. La gara con i cechi ha messo in evidenza tutti i limiti già noti della Roma: una produzione offensiva insufficiente — con una media di appena un gol a partita — e una preoccupante mancanza di concentrazione nei primi minuti, come dimostrano i cinque gol subiti nella prima mezz’ora di gioco sui sette totali stagionali.
A questo si aggiunge la difficoltà dei nuovi acquisti nel trovare la propria dimensione: El Aynaoui, Ziolkowski, Tsimikas e Ghilardi faticano a inserirsi nei meccanismi tattici e a dare un contributo concreto. Il tecnico, consapevole che il progetto richiede tempo, ha deciso di puntare su una serie di esperimenti tattici per allargare il numero di giocatori affidabili in vista dei mesi più intensi della stagione.
È questo il motivo alla base delle sue scelte discutibili, come l’utilizzo di Wesley a sinistra per sopperire all’assenza di Angelino, o l’inserimento di Ziolkowski per prepararsi all’assenza di N’Dicka durante la Coppa d’Africa. Anche El Aynaoui ha avuto spazio per permettere un minimo di rotazione a Cristante e Koné, finora titolari quasi inamovibili. Gasperini sa che per replicare il modello vincente di Bergamo serve costruire una base ampia, con alternative credibili e pronte all’uso.
Il problema più evidente resta però l’attacco. La Roma fatica a creare occasioni nitide e gli attaccanti sono in piena crisi realizzativa: Dovbyk non riesce a incidere, Ferguson copre male l’area di rigore e l’unico gol nelle ultime due partite è arrivato su rigore. Contro il Plzen, il portiere avversario non è stato praticamente mai impegnato, segno di una sterilità offensiva ormai cronica.
Nonostante tutto, Gasperini non è sorpreso: non si aspettava di trovare, dopo pochi mesi, una squadra “finita”, ma un cantiere aperto. Il tecnico piemontese è convinto che il tempo, il lavoro e qualche innesto mirato a gennaio potranno restituire una Roma più vicina alla sua idea di calcio. Per ora, serve pazienza, fiducia e una ritrovata lucidità sotto porta, perché la stagione è ancora lunga e il potenziale, almeno in parte, resta intatto.
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