Rassegna stampa
Roma, Gasperini striglia Dybala e rivoluziona l’attacco: contro il Sassuolo spazio al “trio leggero”
AS ROMA NEWS GASPERINI DYBALA – A Trigoria è tempo di chiarimenti. Dopo la sconfitta in Europa League contro il Viktoria Plzen, le parole di Paulo Dybala — che aveva parlato di “approccio sbagliato” e “sottovalutazione dell’avversario” — non sono passate inosservate a Gian Piero Gasperini, che ha reagito con decisione. Il tecnico della Roma, infastidito dal riferimento a una presunta mancanza di grinta, ha voluto ribadire pubblicamente e in spogliatoio i suoi principi: la squadra, secondo lui, non è “moscia” e non ha mai sottovalutato nessuno, riporta La Gazzetta dello Sport.
“La parola ‘moscia’ non esiste — ha dichiarato Gasp alla vigilia del match con il Sassuolo —, così come la sottovalutazione dell’avversario. Questo gruppo non lo merita. Dybala si è chiarito, e ora serve pensare al campo”. Un confronto schietto, ma costruttivo, che ha avuto come effetto immediato una rivoluzione tattica: fuori le punte pure Dovbyk e Ferguson, entrambi in crisi di gol, e spazio a un tridente leggero con Soulé e Pellegrini alle spalle proprio di Dybala, schierato da falso nueve.
Il tecnico piemontese punta così a ritrovare fluidità e fame offensiva: “Questo è un campionato tosto, bisogna battagliare. Avete visto il Milan? Siamo lì, possiamo andare primi. Dobbiamo fare passi avanti e serve fame di gol”, ha ammonito Gasperini.
L’idea è quella di tornare al modello vincente già sperimentato ai tempi dell’Atalanta, con un attacco mobile e ricco di tecnica. Ma l’allenatore chiede soprattutto un salto di qualità al suo numero 21: “Dybala deve stare bene e tornare a pestare l’area, a fare gol e assist. Vale tanto quando crea pericoli e ora sta molto meglio. Mi fa ben sperare.”
A Reggio Emilia, dunque, la Roma cambierà volto: via le punte pesanti e dentro la leggerezza del talento, nel segno del tango argentino di Dybala e Soulé. Obiettivo: ritrovare il gol e la vittoria, per confermare che la squadra è viva e più affamata che mai.
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