Stephan El Shaarawy, Tammy Abraham

ULTIME NOTIZIE AS ROMA ZORYA – Se lo Zorya Luhansk doveva essere il ricostituente dopo le malinconie del derby, il compito è stato svolto alla perfezione. La Roma, blindando il primo posto nel proprio girone di Conference League, vince senza soffrire in Ucraina grazie a uno 0-3 santificato dalle reti di El Shaarawy, Smalling e Abraham, scrive La Gazzetta dello Sport.

Insomma, buone notizie per Mourinho che, avendo chiare in mente le gerarchie di campionato, schiera solo 4 titolari (Rui Patricio, Ibanez, Cristante e Pellegrini), trovando però buone risposte dal Faraone e dal rispolverato baby Darboe, che in avvio, a sorpresa, relega in panchina Diawara e Villar. Da sottolineare, poi, il totale declino di fiducia in Reynolds, visto che sulla fascia destra lo Special One preferisce adattare Ibanez piuttosto che puntare sul giovane statunitense.

In ogni caso, la fragilità dei padroni di casa, costretti peraltro a giocare a Zaporhizia e non a Luhansk, per via del conflitto in corso nell’Est del Paese, si dimostra un banco di prova modesto per i giallorossi. Basti pensare che il valore dell’intera rosa degli ucraini, secondo di siti specializzati, è pari a circa venti milioni e nulla più.

Tra cose positive, poi, il portoghese può annoverare anche la facilità ad andare in porta che la Roma sta mostrando, in Europa in particolare (13 gol segnati in 4 partite) e tutto sommato anche in generale, visto che le reti ora sono 25 in 10 gare complessive. Certo, come si supponeva, il livello tecnico della neonata Conference League al momento è modesto, ma la Roma sta dimostrando personalità finora nel ricoprire – insieme al Tottenham – il ruolo di favorita della manifestazione.

Ma che il k.o. contro la Lazio gli resti nella testa, lo rivela Mou nel dopo partita. «Sono soddisfatto della prova contro lo Zorya – spiega –. Il risultato è quello che conta. Domenica abbiamo dominato quella che sembrava una squadra piccola e alla fine abbiamo perso. È importante avere 6 punti. Ce ne mancano 5-6 per qualificarci».

Le scorie da derby, comunque, in campo non si vedono. E se nell’esordio casalingo del girone contro il Cska era partita a handicap, i giallorossi stavolta mettono subito le cose in chiaro, andando in vantaggio al 7’ con El Shaarawy, bravo a ritrovarsi a tu per tu col portiere per un cattivo allineamento della difesa causato da Favorov.

Il Faraone è scatenato, tanto che, fra primo e secondo tempo, ingaggia un duello personale col portiere Matsapura, che se la cava quasi sempre, facendo gli straordinari anche su Shomurodov e Perez, stavolta apparsi un po’ appannati. Ma è proprio la difesa il tallone d’achille degli ucraini, come dimostrerà meglio la ripresa, in cui Mourinho sguinzaglierà il talento di Zaniolo e Abraham.

Ne scaturisce la prima doppietta inglese della storia giallorossa, col centravanti che, dopo aver colpito un palo, al 24’ ne approfitta per segnare il tris, sia pure in sospetto fuorigioco, dopo che tre minuti prima il redivivo Smalling aveva raddoppiato di testa su azione d’angolo, che ha messo in luce le deficienze dello Zorya sulle palle inattive.

In avanti però gli ucraini, con la loro mediana a rombo, che aveva in Gromov il vertice alto, hanno costruito buone trame aprendo le fasce, anche se sono andati al tiro solo due volte. Quanto basta per far meritare un buon voto a Rui Patricio, reattivo soprattutto su Lunov nell’ultima azione del match. Bene così. In fondo, anche la porta inviolata serve a far crescere l’autostima di una Roma che, pur cercando ancora una identità, dimostra di lievitare.

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