Marash Kumbulla, Domenico Berardi

AS ROMA NEWS BERARDI KUMBULLA – José Mourinho gli aveva dato fiducia, quel gol contro la Real Sociedad segnato tre giorni prima è stato pesantissimo, scrive Il Messaggero. Marash Kumbulla così si era guadagnato il posto da titolare contro il Sassuolo, anche perché Mancini è diffidato e tenerlo in panchina nella gara prima del derby è stata una scelta quasi obbligata. E invece il centrale albanese non ha colto l’occasione per confermare quanto di buono fatto in Europa, commettendo un’ingenuità che la squadra ha pagato giocando per un tempo in 10.

Minuto 44, la Roma era sul 2-1, stava lottando per cercare il pareggio e rimettere la partita nei giusti binari. Missione possibile perché i giallorossi erano in crescita e un pareggio entro la chiusura della prima frazione di gioco avrebbe permesso alla squadra di approcciarsi alla ripresa con più serenità. Allo scadere dei primi 45 minuti, l’arbitro ne aveva assegnati due di recupero. C’è una mischia in area, Rui Patricio per prendere il pallone si scontra con Berardi che cade a terra, Kumbulla si trova esattamente sopra l’attaccante del Sassuolo e riceve un calcio, non si capisce quanto volontario. Il centrale albanese risponde con aggressività e gliene rifila un altro, più evidente.

Berardi urla, si lamenta e Fabbri interrompe il gioco. Scoppia una rissa, Smalling con la fascia di capitano incolpa l’attaccante del Sassuolo, Spinazzola lo spalleggia, Kumbulla viene preso a spintoni e l’arbitro, dopo averla sedata, si reca al Var per valutare il fatto. Sui monitor gli viene mostrata solo la reazione di Kumbulla e non il calcio di Berardi che ha scaturito la reazione sconsiderata. Per questo il direttore gara estrae il cartellino rosso e concede il calcio di rigore che il centravanti segna portando il Sassuolo sul 3-1. «Mi ha dato un calcio prima lui e dai il rosso a me?», è il labiale dell’albanese che non basta a fargli cambiare idea. Evidentemente è stato giudicato influente da chi ha il compito di mostrare le immagini all’arbitro in campo. Questo non esclude che la reazione del centrale romanista è stata ingenua, specialmente in un momento della partita così delicato.

Un fallo che è stato paragonato a quello di Kean a Mancini, con le dovute proporzioni, in Roma-Juventus dello scorso 5 marzo. Il difensore commette un fallo sull’attaccante, la cui reazione con un calcio gratuito è stata sanzionata come condotta violenta. Insomma, Kumbulla non sembrerebbe avere alibi e per qualche tifoso sui social nemmeno quello della provocazione: «Ha perso la testa senza motivo», «Non doveva lasciare la squadra in dieci», «Va messo fuori squadra».

C’è però anche chi lo difende e punta il dito contro l’arbitro: «La provocazione non è stata fatta vedere», «Fabbri doveva farci pagare quanto successo con Serra». Il gesto del difensore dimostra comunque la sua inesperienza e rivela il perché Mou, anche in difficoltà, raramente si affida a lui. Marash in campionato ha giocato solamente 291 minuti ed è partito titolare quattro volte su 26 partite (Monza, Fiorentina, Cremonese e Sassuolo). In Coppa non è stato mai scelto dal primo minuto.

José già la scorsa estate aveva chiesto un altro centrale, ma l’infortunio di Wijnaldum ha costretto la società a ripiegare su Camara per non lasciare il centrocampo sfornito. A gennaio è arrivato Diego Llorente dal Leeds e la prima da titolare è stata contro la Real Sociedad, poi una la lesione muscolare lo ha messo fuori gioco. La difesa a tre impone al tecnico di avere a disposizione almeno cinque centrali di livello, per ora ne ha solamente tre (Smalling, Mancini e Ibanez) in attesa che Llorente possa dare segnali incoraggianti.



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